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Il mondialismo, George Soros e le analisi sbagliate della situazione politica mondiale

16 aprile 2018

Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, George Soros è uno dei principali promotori odierni del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme).

Ho scritto in un mio post precedente:

«1) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre la democrazia a culture diverse dalla cultura occidentale: questo è puro etnocentrismo (primo errore dei mondialisti).

2) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre al genere umano l’eliminazione dello Stato (secondo errore dei mondialisti, molto più grave del primo, in quanto lo Stato appartiene alla ratio, cioè è universale, quindi esso non può essere eliminato in nessuna comunità umana).

3) l’ideologia mondialista manca anche di coerenza interna, in quanto senza Stato non vi può essere forma di governo: la forma di governo è la forma di governo di uno Stato, quindi eliminando lo Stato si elimina anche la forma di governo.

Ciò significa che eliminando lo Stato, la democrazia scompare. Del resto scompare anche l’autocrazia. Cosa si ottiene quindi eliminando lo Stato? La “guerra di tutti contro tutti” (in latino “bellum omnium contra omnes”, in inglese “war of all against all”), come ci insegnò Thomas Hobbes, guerra in cui ovviamente vincono i più forti: l’élite globalista, la finanza internazionale, le banche, ecc. ecc.

Proprio ciò che sta avvenendo attualmente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2018/03/25/i-mondialisti-sono-semplicemente-ignoranti/

I tre suddetti punti riguardano gli obiettivi del mondialismo secondo la visione di George Soros, vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies in individual countries and what I call a global open society—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.»

Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(oppure su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

Per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale che ho mostrato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Popper ritiene necessario lo Stato), vedi qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…»

ibid., pag. 180

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…»

George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

Per capire in modo approfondito qual è il nodo della questione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

Tutto questo è in genere ignorato da coloro che fanno analisi critiche dell’attuale situazione politica mondiale.

Così, alla narrazione immaginaria dei mondialisti e della loro propaganda, si contrappone, o meglio si aggiunge, una narrazione immaginaria degli analisti politici critici: un esempio di quest’ultima è costituito dai vari commenti critici che si possono leggere o ascoltare dappertutto circa l’attacco di Donald Trump alla Siria di due giorni fa.

Nessuno, mi sembra, ha nominato a questo proposito la “Alleanza per la Società Aperta” (Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada, Australia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Italia, ecc. ecc.) di cui scrive George Soros:

«L’Alleanza per la Società Aperta cercherebbe di suscitare un’adesione spontanea, ma anche con tutta la buona volontà del mondo non sempre potrà farcela; quindi non si può escludere del tutto l’opzione militare. Anche se l’Alleanza non dovesse conquistare il controllo del Consiglio di Sicurezza, in ogni caso potrebbe sempre aggirarlo e attivare la NATO senza l’autorizzazione del Consiglio, com’è avvenuto nella crisi del Kosovo.»

George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 430

Eppure è proprio la “Alleanza per la Società Aperta”, o buona parte di essa, che ha demolito le autocrazie (cioè, in senso popperiano, le “società chiuse”) di Saddam e di Gheddafi e che vuole demolire oggi l’autocrazia di Assad.

E che accusa la Russia di Putin di essere un’autocrazia.

Viviamo in un’epoca molto strana.

Invece nella guerra fredda tutto era chiaro: c’era il comunismo da un lato e gli anticomunisti dall’altro.

Perché, per esempio, i russi, che sono antimondialisti, non esprimono (forse la pensano, ma non la esprimono) una corretta analisi della situazione politica mondiale?

Probabilmente perché, come ho mostrato nei miei scritti, dovrebbero indicare nel Cristianesimo l’origine del mondialismo e questo non possono farlo, avendo posto nel Cristianesimo ortodosso uno dei cardini della loro politica attuale.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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I mondialisti sono semplicemente ignoranti

25 marzo 2018

Adesso che la Cina ha accentuato il suo carattere autocratico (l’11 marzo 2018 Xi Jinping è diventato leader a vita), i mondialisti si sentono smarriti, vedi questo articolo del 4 marzo:

Se l’Occidente ha sbagliato con la Cina. L’analisi dell’Economist (e non solo)

«“How The West Got China Wrong” è il titolo dell’Economist di questa settimana, che dedica il pezzo di copertina a spiegare come mai l’Occidente ha sbagliato con la Cina. “I leader occidentali credevano che dare alla Cina un interesse in istituzioni come l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) la vincolasse al sistema basato sulle regole istituito dopo la seconda guerra mondiale. Speravano che l’integrazione economica avrebbe incoraggiato la Cina a evolvere in un’economia di mercato e che, essendo diventati più ricchi, la sua gente sarebbe venuta a desiderare le libertà democratiche, i diritti e lo stato di diritto”, è la premessa che fa il settimanale più importante del mondo…

…Nei prossimi giorni il presidente Xi Jinping riceverà l’incoronazione definitiva, ottenendo un cambiamento costituzionale che gli permetterà di sedere sul trono imperiale di Pechino a vita. E questo passaggio finale verso una “dittatura”, come la chiama l’Economist, è avvenuto nonostante gli allettanti inviti occidentali a partecipare alla divisione del malloppo del mercato.»

http://formiche.net/2018/03/economist-cina-visione/

Come ho sempre scritto, le élites mondialiste sono semplicemente élites ignoranti: perché ignorano due scienze sociali, la sociologia e l’antropologia culturale, per le quali l’etnocentrismo e il relativismo culturale sono concetti fondamentali e irrinunciabili.

Non è ignoranza questa?

Per non parlare poi dell’ignoranza della scienza politica: le forme di governo (democrazia e autocrazia secondo la classificazione delle forme di governo di Hans Kelsen, classificazione apprezzata anche da Norberto Bobbio) appartengono ai mores e non alla ratio, ragion per cui non sono universali, ma bensì sono solo norme culturali.

Vedi qui per la differenza fra ratio e mores:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/15/la-differenza-fra-ratio-e-mores/

Lo Stato, a differenza delle forme di governo, appartiene alla ratio, quindi è universale (come ho sempre scritto, lo Stato è una necessità della Ragione, lo Stato è un universale culturale).

Infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Ho presentato nel 2012 una teoria dello Stato, basata sul concetto dello Stato come centro di comando unico del potere della forza fisica, nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi.

Da tutto ciò si possono trarre tre conclusioni:

1) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre la democrazia a culture diverse dalla cultura occidentale: questo è puro etnocentrismo (primo errore dei mondialisti).

2) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre al genere umano l’eliminazione dello Stato (secondo errore dei mondialisti, molto più grave del primo, in quanto lo Stato appartiene alla ratio, cioè è universale, quindi esso non può essere eliminato in nessuna comunità umana).

3) l’ideologia mondialista manca anche di coerenza interna, in quanto senza Stato non vi può essere forma di governo: la forma di governo è la forma di governo di uno Stato, quindi eliminando lo Stato si elimina anche la forma di governo.

Ciò significa che eliminando lo Stato, la democrazia scompare. Del resto scompare anche l’autocrazia. Cosa si ottiene quindi eliminando lo Stato? La “guerra di tutti contro tutti” (in latino “bellum omnium contra omnes”, in inglese “war of all against all”), come ci insegnò Thomas Hobbes, guerra in cui ovviamente vincono i più forti: l’élite globalista, la finanza internazionale, le banche, ecc. ecc.

Proprio ciò che sta avvenendo attualmente.

Il fatto è che il mondialismo, avendo un’origine religiosa, dato che è un millenarismo secolarizzato, cioè laicizzato, disprezza la Ragione e la Weltanschauung scientifica (anche se a parole, ipocritamente, le glorifica): esso si nutre di ignoranza e diffonde ignoranza.

I mondialisti sono semplicemente ignoranti.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Zuckerberg, serie TV e stato di natura

4 luglio 2017

Pochi giorni fa mi è capitato per caso di vedere alcuni episodi di una nuova e bella serie TV americana, Ray Donovan, in cui recita anche il grande Jon Voight.

Data la sceneggiatura, che è molto hobbesiana, nel senso della guerra di tutti contro tutti (war of all against all, bellum omnium contra omnes), cioè assai in sintonia con lo stato di natura di Thomas Hobbes, mi è venuto in mente, per associazione di idee, l’ultimo comunicato al popolo di Mark Zuckerberg, quello del 22 giugno 2017, intitolato Bringing the World Closer Together, di cui ho già scritto:

«P.S.: notare nel suo comunicato al popolo del 22 giugno come Zuckerberg esprima chiaramente il leitmotiv fondamentale del mondialismo e di tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), cioè che gli esseri umani sono naturalmente buoni (“I always believed people are basically good [il neretto è mio]. As I’ve traveled around, I’ve met all kinds of people from regular folks to heads of state, and I’ve found they almost all genuinely care about helping people”), concetto già espresso nel 1690 da John Locke, quando scrisse la sua errata e ridicola versione dello stato di natura (versione smentita, fra l’altro, anche da un recentissimo studio scientifico pubblicato su Nature, come ho ricordato più volte).»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/24/mark-zuckerberg-la-nuova-reincarnazione-di-cristo/

Per ulteriori informazioni vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Il successo, sia di pubblico sia di critica, che sta ottenendo in USA questa serie TV, attualmente alla quinta stagione, pone un grande interrogativo: come è mai possibile che tale successo sia decretato dai connazionali di Mark Zuckerberg?

Come è mai possibile che tale successo avvenga proprio nel paese dove è nato il mondialismo (ad opera di David Rockefeller)?

Basta vedere un solo episodio di Ray Donovan per capire che la suddetta frase di Mark Zuckerberg, “I always believed people are basically good”, è una frase non solo terribilmente errata, ma anche terribilmente ridicola.

Del tipo di quelle che si raccontano ai bambini per non turbare la loro innocenza, ma che gli adulti sanno perfettamente essere false.

Così, all’improvviso, mi sono reso conto di un fatto che non avevo mai preso in considerazione e cioè che le serie TV prodotte negli Stati Uniti d’America sono quanto di più hobbesiano si possa produrre nel mondo dello spettacolo.

Thomas Hobbes ne sarebbe deliziato, se potesse vederle dal paradiso dei filosofi nel quale si trova.

Perché sono la conferma narrativa che non è possibile vivere senza Stato (i confini!!!), dato che senza Stato (le cui due funzioni essenziali, come scrisse Norberto Bobbio, sono l’esercito e la legge) la gente si ammazzerebbe di continuo per le strade, e per futili motivi.

Ho fatto quindi qualche ricerca in internet e le seguenti sono le serie TV prodotte negli USA che narrano di delitti e di crimini e che sono durate almeno dieci stagioni (in data odierna):

20 stagioni

Law & Order

18 stagioni

Law & Order: Special Victims Unit

15 stagioni

CSI: Crime Scene Investigation

14 stagioni

NCIS

12 stagioni

Criminal Minds

Bones

Hawaii Five-O (la vecchia serie, 1968-1980)

Murder, She Wrote (in italiano La signora in giallo)

NYPD Blue

10 stagioni

Columbo (in italiano Colombo)

JAG

CSI: Miami

Law & Order: Criminal Intent

Questo spiega perché, nonostante la propaganda di guerra dei mondialisti, al limite del colpo di Stato, Donald Trump abbia vinto le ultime elezioni presidenziali e sia diventato il 45° Presidente USA.

Questo spiega perché in giugno il partito di Donald Trump abbia vinto in Georgia con Karen Handel (nonostante i democratici abbiano speso una vera fortuna per la campagna del loro candidato Jon Ossoff) e in South Carolina con Ralph Norman:

«La sinistra americana credeva di cavalcare l’ondata di opposizione a Trump: sperava nella perdita di approvazione popolare del tycoon e che le accuse di collusione con i russi si traducessero in un appoggio democratico. Hanno cercato “nazionalizzare” la sfida. Senza successo.

“Gli elettori vogliono che ci concentriamo sui posti di lavoro e sull’economia“, ha detto a Fox News la democratica Cheri Bustos, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato dell’Illinois. “Russia, impeachment… Non sono questioni su cui la gente vuole che ci concentriamo”.

I democratici non sono riusciti a connettersi con gli americani che lavorano. La politica anti-Trump non ha pagato. E lo stesso Trump, gongolante, lo scrive ancora su Twitter: “L’ostruzionismo non funziona“.

La sinistra ha tradotto questa tornata elettorale in un referendum su Trump. Il verdetto parla chiaro: Trump ha vinto.»

http://www.panorama.it/news/esteri/elezioni-georgia-vittoria-repubblicana-trump/

Non sono d’accordo con la semplicistica analisi di Cheri Bustos, c’è qualcosa di ben più importante delle ovvie considerazioni “sui posti di lavoro e sull’economia”: si tratta dello stato di natura hobbesiano vs. lo stato di natura lockiano.

Mark Zuckerberg si rassegni: egli vuole vendere agli americani un prodotto, “I always believed people are basically good”, cioè lo stato di natura lockiano, che gli stessi americani giudicano, e giustamente, un’assurdità, un’idiozia.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La causa della concezione rapinatoria della vita

15 maggio 2015

Si parla oggi di concezione rapinatoria della vita come se fosse l’altra faccia della corruzione, quella corruzione che ossessiona parossisticamente il millenarismo cristiano.

A proposito di quest’ossessione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ma la cosiddetta concezione rapinatoria della vita altro non è che il “bellum omnium contra omnes” (in inglese “war of all against all”) di Thomas Hobbes e Charles Darwin: essa non è l’altra faccia della corruzione, ma bensì l’effetto della nullificazione dello Stato che i millenaristi stanno portando avanti.

Così si crea un tragico loop a feedback positivo: più si nullifica lo Stato, più aumenta la concezione rapinatoria della vita; più questa aumenta, più i millenaristi esortano a nullificare lo Stato.

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