Posts Tagged ‘welfare state’

I tempi che stiamo vivendo sono o non sono tempi eccezionali?

24 aprile 2019

Non c’è alcun dubbio, sono tempi eccezionali: le prove di ciò sono tutte intorno a noi, esplicite e palesi, basta aprire gli occhi e le orecchie.

Una prova, per esempio, è quella di cui ho scritto nel post precedente (1).

La Chiesa di Roma oggi ha infranto un canone mai infranto prima e che risale al V secolo, vale a dire ad Agostino di Ippona: essa è ridiventata anarchica e antistato, come lo fu fino al 410, l’anno del Sacco di Roma ad opera dei Goti, e ciò grazie all’elezione di Papa Francesco ad opera della maggioranza dei suoi cardinali.

Altro esempio: l’idiozia conclamata di due premi Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz e Paul Krugman, che continuano indefessi a scrivere cose contrarie alla Ragione, la quale, come notarono gli antichi greci (per esempio Eraclito) e gli antichi romani (per esempio Cicerone), “è comune a tutti” (2) (e quindi tutti possono autonomamente capire che i due suddetti scrivono idiozie).

Non dovrebbe essere assegnato, il premio Nobel per l’Economia, a individui di somma intelligenza, a individui, cioè, che sono assai lontani dalle idiozie?

Per quanto riguarda Joseph Stiglitz, basti ricordare la sua ridicola pretesa di propugnare lo stato sociale in assenza di Stato (perché egli contemporaneamente propugna l’eliminazione dei confini, senza i quali, come è ben noto, lo Stato scompare), come ho mostrato in miei post precedenti (3, 4).

Per quanto riguarda Paul Krugman, ho scritto più volte delle sue idiozie (cfr. per esempio 5), ma vediamo la sua più recente impresa, un articolo del 22 aprile 2019 sul New York Times, intitolato The Great Republican Abdication – A party that no longer believes in American values:

«So all the “fake news” was true. A hostile foreign power intervened in the presidential election, hoping to install Donald Trump in the White House [il neretto è mio]. The Trump campaign was aware of this intervention and welcomed it. And once in power, Trump tried to block any inquiry into what happened.

Never mind attempts to spin this story as somehow not meeting some definitions of collusion or obstruction of justice. The fact is that the occupant of the White House betrayed his country [il neretto è mio]. And the question everyone is asking is, what will Democrats do about it?» (6)

È evidente che Paul Krugman sta sragionando, anzi sembra in preda a un delirio psicotico, perché anche i sassi ormai sanno che l’inchiesta di Robert Mueller ha stabilito recentemente l’esatto contrario del suddetto virgolettato (7, 8, 9).

———

1) Ma Papa Francesco viene forse da Marte???

https://luigicocola.wordpress.com/2019/04/20/ma-papa-francesco-viene-forse-da-marte/

2) Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, UTET, 1971, pag. 723

3) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

4) Perché Mark Zuckerberg e Jeff Bezos sono globalisti?

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/21/perche-mark-zuckerberg-e-jeff-bezos-sono-globalisti/

5) Sull’essere nella merda fino al collo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/20/sullessere-nella-merda-fino-al-collo/

6) The Great Republican Abdication – A party that no longer believes in American values

www.nytimes.com/2019/04/22/opinion/trump-republican-party.html

7) Buchanan: The Credibility Of The Democratic Party Is Now At Issue

«The release of the Mueller report has left Democrats in a dilemma. For consider what Robert Mueller concluded after two years of investigation.

Candidate Donald Trump did not conspire or collude with the Russians to hack the emails of the DNC or John Podesta. Trump did not distribute the fruits of those crimes. Nor did anyone in his campaign. On collusion and conspiracy, said Mueller, Trump is innocent.

Mueller did not say Trump did not consider interfering with his investigation. But the investigation went on unimpeded. Mueller’s document demands were all met. And Mueller did not conclude that Trump obstructed justice.

On obstruction, then, not guilty, by reason of no indictment…

…With conspiracy and collusion off the table, and Mueller saying the case for obstruction is unproven, the renewed attack on Trump takes on the aspect of a naked and desperate “deep state”-media coup against a president they fear they cannot defeat at the ballot box.»

https://www.zerohedge.com/news/2019-04-23/buchanan-credibility-democratic-party-now-issue

buchanan.org/blog/the-democrats-divide-on-impeachment-136914

8) Is This The Perfect Storm For Trump Haters?

https://www.zerohedge.com/news/2019-04-23/perfect-storm-trump-haters

issuesinsights.com/2019/04/22/is-this-the-perfect-storm-for-trump-haters/

9) The Conspiracy Against Trump – A Bureaucratic Coup Against A Legally-Elected President

«So, was there a broad ranging conspiracy against Donald Trump orchestrated by many of the most senior officials and politicians in Washington?

Undeniably yes.

What Trump has amounted to as a leader and role model is beside the point as what evolved was undeniably a bureaucratic coup directed against a legally elected president of the United States and to a certain extent it was successful as Trump was likely forced to turn his back on his better angels and subsequently hired Pompeo, Bolton and Abrams. One can only hope that investigators dig deep into what is Washington insiders have been up to so Trumpgate will prove more interesting and informative than was Russiagate.

And one also has to hope that enough highest-level heads will roll to make any interference by the Deep State in future elections unthinkable. One hopes.»

https://www.zerohedge.com/news/2019-04-23/conspiracy-against-trump-bureaucratic-coup-against-legally-elected-president

http://www.unz.com/pgiraldi/the-conspiracy-against-trump/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

N.B.: tutti i post del mio blog, Blog di Luigi Cocola – Per un nuovo Risorgimento, sono raccolti in libri cartacei in vendita qui:

http://www.lulu.com/spotlight/LuigiCocola

Se volete farmi una donazione, lo potete fare per mezzo di PayPal, indicando:

Luigi Cocola

dottluigicocola11@gmail.com

Annunci

Oggi il termine “neoliberalismo” è solo un mascheramento del mondialismo

21 marzo 2019

Il termine “neoliberalismo” (in inglese “neoliberalism“, in francese “néolibéralisme“) è stato usato nel secolo scorso per indicare un nuovo approccio al liberalismo (in inglese liberalism, in francese libéralisme), nuovo approccio che esula dall’argomento di cui mi occupo, cioè lo studio del mondialismo.

Dei termini “liberismo” e “neoliberismo” è meglio non parlare, perché esistono solo nella lingua italiana, non hanno corrispondenti in altre lingue, non sono una buona idea.

Oggi il termine “neoliberalismo”, e addirittura anche il termine “liberalismo”, vengono usati come mascheramento dell’ideologia mondialista, cioè del mondialismo o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme).

Ho già scritto di alcuni stratagemmi del mondialismo, per esempio quello di non farsi chiamare coi termini corretti di “mondialismo” o “globalismo”, ma bensì coi termini scorretti di “mondializzazione” o “globalizzazione“:

«Il trucco semantico del “globalismo” (suffisso -ismo, nome astratto, un’ideologia, e quindi il globalismo lo si può accettare o rifiutare) che diventa truffaldinamente “globalizzazione” (suffisso -zione, nome di azione, un ineluttabile processo storico, e quindi la globalizzazione la dobbiamo subire per forza).

È ineluttabile, è inevitabile, è il Destino, è il Fato! E tu non ci puoi far niente! Niente!» (1)

Anche l’uso che si fa attualmente dei termini “neoliberalismo” e “liberalismo” è un trucco semantico, un mascheramento.

Basta leggere ciò che ha scritto George Soros per capire che siamo di fronte a un programma politico che intende eliminare lo Stato (il mondialismo è infatti un’ideologia antistato, come indicato dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato):

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (2)

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (3)

Invece il neoliberalismo e il liberalismo, correttamente intesi, non prevedono affatto l’eliminazione dello Stato: ne prevedono solo una riduzione.

Bisogna comunque tener presente che sia il liberalismo sia le ideologie antistato discendono dal concetto di stato di natura di John Locke (4, 5, 6, 7), sono suoi figli, entrambi dannosi, ma in misura assai diversa: il liberalismo è dannoso (è contro il welfare state, cioè lo stato sociale) in modo sopportabile (almeno per i ricchi!), le ideologie antistato sono dannose in modo insopportabile (per tutti gli esseri umani, esse sono utopie negative, cioè distopie, in quanto senza Stato il genere umano non può vivere).

Leggiamo cosa scrive a questo proposito Norberto Bobbio:

«Vi sono due concezioni negative dello Stato, una più debole e una più forte: lo Stato come male necessario e lo Stato come male non necessario. Solo la seconda conduce all’idea della fine dello Stato.» (8)

E ancora:

«Quando la società civile sotto forma di società del libero mercato avanza la pretesa di restringere i poteri dello Stato al minimo necessario, lo Stato come male necessario assume la figura dello Stato minimo, figura che diventa il denominatore comune di tutte le maggiori espressioni del pensiero liberale.» (9)

Un famoso teorico dello Stato minimo è Robert Nozick (1938-2002), che in Anarchia, stato e utopia (traduzione italiana di Anarchy, State, and Utopia) basa tutta la sua dissertazione, scritta – si badi bene – negli anni Settanta del secolo scorso, sullo stato di natura lockiano (10, 11), ritenuto evidentemente l’unico concetto di stato di natura possibile e citabile (egli non cita mai in tale libro Thomas Hobbes), fornendo così un formidabile esempio di ciò che ho chiamato “lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale” (12), del quale le università degli Stati Uniti d’America sembrano essere l’epicentro (Nozick insegnò filosofia ad Harvard), ovviamente a causa dell’origine teologica (vedi avanti) degli stessi Stati Uniti d’America (i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani).

Ma lo Stato minimo, benché sia negativo per chi non è ricco, è ancora sopportabile, come ho già detto, mentre le ideologie antistato sono il Male assoluto, soprattutto la più letale di esse: il mondialismo.

E John Locke rappresenta un anello fondamentale della lunghissima concatenazione di eventi che partendo dall’Apocalisse di Giovanni arriva fino al mondialismo (5, 13, 14, 15).

Come ho scritto in un precedente post:

«Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), questo mostro colossale nato dal rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale degli ultimi tre secoli (a partire dalla filosofia politica di John Locke), è ferito a morte.

Stiamo assistendo ai suoi ultimi sussulti.

Perché parlo di John Locke? Perché lo state of nature che egli descrive in Two Treatises of Government è una mistificazione, mistificazione che nel corso dei secoli seguenti è diventata parte integrante del patrimonio culturale laico dell’Occidente e che quindi ho denominato “mistificazione di origine lockiana“, mistificazione secondo la quale la Ragione conduce inevitabilmente, ineluttabilmente, all’eliminazione dello Stato.» (16)

E ancora:

«Locke compie qui una vera e propria mistificazione: egli parla di Ragione (reason), ma in realtà sta parlando di Weltanschauung religiosa cristiana.

Infatti ecco altri due passi di Two Treatises of Government:

«…whence it follows, that either the father has not his paternal power by begetting, or else that the heir has it not at all; for it is hard to understand how the law of nature, which is the law of reason [il neretto è mio], can give the paternal power to the father over his children, for the only reason of begetting…»

(Ibid., Essay One, Chapter IX, 101)

«Thus the law of Nature stands as an eternal rule to all men, legislators as well as others. The rules that they make for, other men’s actions must, as well as their own and other men’s actions, be conformable to the law of Nature— i.e., to the will of God [il neretto è mio], of which that is a declaration, and the fundamental law of Nature being the preservation of mankind, no human sanction can be good or valid against it.»

(Ibid., Essay Two, Chapter XI, 135)

Come si può notare, per Locke la legge di natura è sia la legge della ragione che il volere di Dio.

Quindi per Locke la Ragione si identifica con Dio ed è evidente che su tale argomento non c’è alcuna differenza tra Locke e l’epoca di Agostino d’Ippona, vedi infatti una lettera scritta nel 414/15 da Evodio ad Agostino:

«Poiché, se è in base alla ragione che Dio è eterno, che cos’è la ragione? Essa perciò o è Dio o un attributo di Dio, come c’insegna essa stessa.» (17)

Ma leggiamo cosa scrive – con notevole understatement britannico – Bertrand Russell (1872-1970), uno dei più grandi logici di tutti i tempi (basti pensare al famoso paradosso di Russell e alla teoria dei tipi logici) (18, 19, 20), in un’opera, Storia della filosofia occidentale, per la quale, o principalmente per la quale, prese il Premio Nobel per la letteratura nel 1950 (quando i premi Nobel erano ancora una cosa seria e non una pagliacciata come sono diventati oggi):

«Quanto allo stato di natura, Locke fu meno originale di Hobbes, il quale parlava di uno stato in cui ci fosse la guerra di tutti contro tutti e la vita fosse sgradevole, brutale e breve. Ma Hobbes era reputato un ateo. La teoria dello stato di natura e della legge naturale, che Locke trasse dai suoi predecessori, non può essere epurata dalla sua base teologica; dove tale teoria sopravvive senza questa base (come in buona parte del liberalismo moderno) essa è priva di chiare fondamenta logiche.» (21)

Nell’originale inglese:

«In regard to the state of nature, Locke was less original than Hobbes, who regarded it as one in which there was war of all against all, and life was nasty, brutish, and short. But Hobbes was reputed an atheist. The view of the state of nature and of natural law which Locke accepted from his predecessors cannot be freed from its theological basis; where it survives without this, as in much modern liberalism, it is destitute of clear logical foundation.» (22)

E direi che basta così.

——

1) Alcuni stratagemmi del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/29/alcuni-stratagemmi-del-mondialismo/

2) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

Disponibile qui:

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

3) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 180

4) «And here we have the plain difference between the state of Nature [il neretto è mio] and the state of war, which however some men have confounded [Locke intende Hobbes, nota mia], are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation [il neretto è mio]; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason [il neretto è mio] without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature.»

John Locke, Two Treatises of Government, from The Works of John Locke. In Ten Volumes. Vol. V. London: Printed for Thomas Tegg; W. Sharpe and Son; G. Offor; G. and J. Robinson; J. Evans and Co.: Also R. Griffin and Co. Glasgow; and J. Gumming, Dublin. 1823. Essay Two, Chapter III, 19

Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of EconomicThought

Disponibile qui:

https://socialsciences.mcmaster.ca/econ/ugcm/3ll3/

5) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

6) Sull’idea errata che l’uguaglianza totale conduca alla pace nel mondo

https://luigicocola.wordpress.com/2019/02/12/sullidea-errata-che-luguaglianza-totale-conduca-alla-pace-nel-mondo/

7) Il crollo del ponte Morandi, il mondialismo e John Locke

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/18/il-crollo-del-ponte-morandi-il-mondialismo-e-john-locke/

8) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 119-120

9) Ibid., pag. 121

10) Robert Nozick, Anarchia, stato e utopia, il Saggiatore, 2008, pag. 33

11) Robert Nozick, Anarchy, State, and Utopia, Basic Books, 2013, pag. 10

12) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

13) Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

14) «Il punto è che le ideologie di questa classe ignorano, e ostentatamente, i due micidiali pericoli a cui sono sottoposte le comunità umane, e per combattere i quali esiste da sempre lo Stato, ossia, per usare le parole di Hobbes, l’«aggressione di stranieri» e i «torti reciproci» (4, pag. 142).
Perché li ignorano? Perché queste ideologie hanno una radice comune ed essa si trova in John Locke (30, “Due trattati sul governo”, 1690), che ha una concezione ottimistica dell’uomo.
Il loro punto di partenza è il concetto di stato di natura che Locke sviluppò proprio in reazione a quello precedente di Hobbes. Secondo Locke l’uomo è un essere virtuoso e razionale, che allo stato di natura vive in armonia con i propri simili.
Ne consegue che lo Stato non serve a nulla, se non ad arrecare oppressione, dolore e danno

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, lulu.com, 3° ed., 2013, pag. 35

15) «Però a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690) è nato un tipo nuovo di ideologia antistato: sostanzialmente cristiana, ma formalmente filosofica, e verso la quale l’Occidente è indifeso, perché non ne riconosce la natura religiosa e irrazionale

Siamo in mezzo a un conflitto mondiale ma nessuno ne parla

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

16) Gli ultimi sussulti del mostro globalista ferito a morte

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/30/gli-ultimi-sussulti-del-mostro-globalista-ferito-a-morte/

17) Stato di natura, Mark Zuckerberg e Dennis Prager

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

18) Più precisamente il paradosso di Russell è un’antinomia:

«Nel 1902, Bertrand Russell ha infatti dimostrato, con la scoperta della sua famosa antinomia, la contraddittorietà di questa “logica generale” tanto nella versione cantoriana che in quella fregeana. Il fondamento logico del complesso delle teorie matematiche si rivela dunque inconsistente! Nei capitoli 2 e 4 vedremo come i fondazionalisti del nostro secolo reagiranno allo shock determinato dalla scoperta di Russell.»

Maria Luisa Dalla Chiara Scabia, La logica, Mondadori, 1979, pag. 30

19) La teoria dei tipi logici di Russell ha un ruolo in informatica:

César Muñoz, Type Theory and Its Applications to Computer Science, April 10, 2007

Disponibile qui:

https://pdfs.semanticscholar.org/7f8b/cb79306cd0d1e5870b5f0b8038c3c94983fd.pdf

20) Sulla teoria dei tipi logici di Russell si basa una scuola di psicoterapia altamente innovativa, la Scuola di Palo Alto, in California (Palo Alto Mental Research Institute):

Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley, John Weakland, Toward A Theory Of Schizophrenia, Behavioral Science, vol. 1, N. 4, 251-264, 1956

Una traduzione italiana si trova in:

Luigi Cancrini (a cura di), Verso una teoria della schizofrenia, Boringhieri, 1979, pagg. 75-100

Vedi anche:

Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana – Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Astrolabio-Ubaldini, 1971 (trad. it. di Pragmatics of Human Communication – A Study of Interactional Patterns, Pathologies, and Paradoxes, W. W. Norton & Co., 1967)

Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo, Gianfranco Cecchin, Giuliana Prata, Paradosso e controparadosso, Feltrinelli, 1979

21) Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, TEA, 2018, pag. 601

22) Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 649

Disponibile qui:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data 20 marzo 2019

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Honourable Bertrand Russell.jpg: Photographer not identifiedderivative work: Conquistador [Public domain], via Wikimedia Commons

Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

11 maggio 2017

Ecco come un premio Nobel per l’economia, Joseph E. Stiglitz, racconta menzogne e fa propaganda mondialista, trascinando nel fango la propria dignità:

Lessons from the Anti-Globalists

«So the lesson should be obvious: In the absence of progressive policies, including strong social-welfare programs, job retraining, and other forms of assistance for individuals and communities left behind by globalization, Trumpian politicians may become a permanent feature of the landscape…

…Le Pen has targeted Muslims, but her recent comments denying French responsibility for rounding up Jews during World War II revealed her lingering anti-Semitism…

…We must not forget that before the dawn of the Enlightenment, with its embrace of science and freedom, incomes and living standards were stagnant for centuries. But Trump, Le Pen, and the other populists represent the antithesis of Enlightenment values. Without blushing, Trump cites “alternative facts,” denies the scientific method, and proposes massive budget cuts for public research, including on climate change, which he believes is a hoax…

…Given the insistence of Trump and his acolytes that borders do matter…

…This will be troublesome for the entire world. Like it or not, humanity will remain globally connected, facing common problems like climate change and the threat of terrorism. The ability and incentive to work cooperatively to solve these problems must be strengthened, not weakened…

…The welfare state thus became integral to the success of the Scandinavian countries. They understood that the only sustainable prosperity is shared prosperity. It is a lesson that the US and the rest of Europe must now learn.»

https://www.project-syndicate.org/commentary/macron-fight-against-populism-by-joseph-e–stiglitz-2017-05

Versione francese:

Adresse aux antimondialistes

«La leçon devrait être évidente : en l’absence de politique progressiste, notamment un bon niveau de protection sociale et de maintien de l’emploi pour les perdants de la mondialisation, les politiciens comme Trump risquent de s’incruster pour longtemps dans le paysage politique…

…Le Pen vise les musulmans, mais sa déclaration récente dans lesquelles elle nie la responsabilité de la France dans la rafle des juifs durant la Deuxième Guerre mondiale révèle son antisémitisme latent…

…N’oublions pas qu’avant les Lumières qui ont promu la science et la liberté, le niveau de vie et les revenus ont stagné pendant des siècles. Mais Trump, Le Pen et les autres leaders populistes incarnent l’antithèse des valeurs des Lumières. Sans la moindre honte, Trump parle de “faits alternatifs”, récuse la méthode scientifique et propose une réduction drastique du budget de la recherche, en particulier de la part consacrée au réchauffement climatique qu’il considère comme un canular…

…Compte tenu de l’importance que Trump et ses acolytes accordent aux frontières…

…Ce sera problématique pour le monde entier. Que cela plaise ou non, l’humanité restera connectée et devra faire face à des problèmes communs tels que le réchauffement climatique et la menace terroriste. Il faut renforcer, et non affaiblir, la capacité et les incitations à coopérer pour résoudre ces défis…

…L’Etat-providence est ainsi devenu part intégrante du succès des pays scandinaves. Ils ont compris que la seule vraie prospérité durable est une prospérité partagée. C’est la leçon qui devrait inspirer les USA et le reste de l’Europe.»

https://www.project-syndicate.org/commentary/macron-fight-against-populism-by-joseph-e–stiglitz-2017-05/french

Versione italiana:

Lezioni dagli antiglobalisti

«Quindi la lezione dovrebbe essere ovvia: in assenza di politiche progressive, compresi i programmi di welfare sociale, riqualificazione professionale e altre forme di assistenza per individui e comunità messe da parte dalla globalizzazione, i politici trumpiani potrebbero diventare una caratteristica permanente nel panorama…

…Le Pen ha preso di mira i musulmani, ma i recenti commenti che negano la responsabilità della Francia sulle retate degli ebrei durante la seconda guerra mondiale ha rivelato il suo persistente anti-semitismo…

…Non dobbiamo dimenticare che prima dell’alba dell’Illuminismo, con il suo abbraccio della scienza e della libertà, i redditi e i livelli di vita erano stagnanti da secoli. Ma Trump, Le Pen e gli altri populisti rappresentano l’antitesi dei valori dell’Illuminismo. Senza pudore, Trump cita “fatti alternativi”, nega il metodo scientifico e propone tagli di bilancio massicci per la ricerca pubblica, incluso il cambiamento climatico, che egli ritiene una truffa…

…Data l’insistenza di Trump e dei suoi accoliti sul fatto che i confini hanno importanza…

…Ciò sarà difficile per tutto il mondo. Che piaccia o no, l’umanità rimarrà connessa a livello mondiale, affrontando problemi comuni come il cambiamento climatico e la minaccia del terrorismo. La capacità e l’incentivo a lavorare in modo cooperativo per risolvere questi problemi devono essere rafforzati e non indeboliti…

…Lo stato sociale divenne quindi parte integrante del successo dei paesi scandinavi. Essi hanno capito che l’unica prosperità sostenibile è la prosperità condivisa. È una lezione che gli Stati Uniti e il resto d’Europa devono ora imparare.»

https://www.project-syndicate.org/commentary/macron-fight-against-populism-by-joseph-e–stiglitz-2017-05/italian

Queste sono le mie risposte alle menzogne e alla propaganda mondialista di Joseph Stiglitz:

1. Che il globalismo possa raggiungere il suo scopo, quello di eliminare gli Stati (perché eliminare i confini di uno Stato vuol dire eliminarlo), e contemporaneamente evitare la conseguente povertà della middle class e della working class (Stiglitz addirittura parla esplicitamente di welfare state!) è un’illusione, è falso, è impossibile, è pura propaganda di guerra.

Stiglitz mente sapendo di mentire.

Infatti senza Stato non può ovviamente esserci welfare state, in italiano stato sociale.

Non c’è bisogno di essere premi Nobel per l’economia per poter capire questa semplicissima verità.

Il mondialismo (in lingua inglese globalism, in lingua francese mondialisme; sinonimi: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller) è l’ideologia antistato che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra usando come mezzo specifico l’ultracapitalismo, cioè un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

Raccontare che il globalismo sia compatibile con il welfare state vuol dire raccontare balle.

In questo Stiglitz è in buona compagnia, dato che Stephen Hawking in pratica racconta la medesima balla, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/17/le-solenni-cretinate-di-stephen-hawking-sul-mondialismo/

Il mondialismo presto vedrà la sua fine proprio a causa di quello che Arnold J. Toynbee chiamerebbe “proletariato interno”, come ho scritto più volte.

Ma non bisogna sottovalutare l’importanza delle altre due caratteristiche necessarie del mondialismo:

a) invasione islamica/terrorismo islamico (che sono la naturale conseguenza dell’eliminazione dei confini, vale a dire degli Stati)

b) guerra (che è necessaria per sostituire manu militari i governi non occidentali non ancora asserviti al globalismo con governi fantoccio disposti a vendere il proprio stesso popolo al globalismo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo)

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/29/i-tre-cavalieri-dellapocalisse-mondialista/

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

2. I globalisti ricorrono senza vergognarsi ai più ignobili espedienti pur di fare propaganda mondialista, come si può arguire dall’argomento usato cialtronescamente da Stiglitz, quello circa Marine Le Pen che rifiuta sia di considerare genuinamente francese il Governo di Vichy (ritenendolo invece un governo fantoccio imposto manu militari da Hitler), sia, a maggior ragione, di considerare francese l’occupazione direttamente tedesca di Parigi.

E non è proprio questa l’oggettiva verità storica? Ha forse torto Marine Le Pen?

Del resto Marine Le Pen ha dato ampiamente prova di non essere antisemita, come lo è invece il suo vegliardo padre Jean-Marie: cosa dovrebbe fare per convincere i mondialisti, ammazzarlo?

Di per sé il nazionalismo, che è il nemico naturale del globalismo (è a mio parere errato e fuorviante, almeno in sede di analisi politica, ricorrere a eufemismi come sovranismo et similia), non c’entra assolutamente nulla con l’antisemitismo e l’antisionismo.

Ho scritto in un post precedente:

«Non si può essere contemporaneamente contro il mondialismo e contro il sionismo.

Infatti il sionismo è un nazionalismo (il nazionalismo dello Stato d’Israele) e in quanto tale è nemico naturale del mondialismo per definizione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/23/sul-mondialismo-i-fatti-mi-danno-clamorosamente-ragione/

Ho scritto anche:

«E coloro che sono contro il sionismo, non fanno altro che essere, consapevolmente o inconsapevolmente, dalla parte del globalismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/20/george-soros-insulta-il-popolo-degli-stati-uniti-damerica/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

In conclusione, è imperativo accettare il fatto che l’Ebraismo e la massoneria sono i principali capri espiatori del mondialismo (ma certamente non gli unici):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

Non si può infatti combattere efficacemente il mondialismo se non se ne capisce l’origine, che è inequivocabilmente cristiana:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

3. Altri capri espiatori del mondialismo sono l’Illuminismo, la Ragione, il progresso, et similia.

Questa è una mistificazione che risale addirittura a John Locke (1690):

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

Il bello è che questi altri capri espiatori di cui al punto 3 sono usati sia dagli antiglobalisti, sia dai globalisti: è una mistificazione a cui credono tutti.

E Stiglitz non solo usa la mistificazione di origine lockiana consistente nel concetto che l’Illuminismo («Enlightenment»), cioè la Ragione, conduce all’eliminazione dello Stato (l’eliminazione dei confini), egli afferma anche che il mondialismo è inevitabile («Like it or not, humanity will remain globally connected»), il notissimo leitmotiv dei mondialisti: la globalizzazione è un processo ineluttabile della storia.

È lampante che trattasi dell’interpretazione della storia come piano provvidenziale e quindi non di un punto di vista illuministico, ma bensì di un punto di vista inequivocabilmente cristiano, cioè proprio l’opposto, come ho spiegato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

4. Il metodo scientifico tirato in ballo da Stiglitz («the scientific method»), vale a dire la scienza, ci porta a un recente studio scientifico pubblicato su Nature, di cui ho scritto qui:

«Il suddetto studio smentisce le idiozie di John Locke e di Jean-Jacques Rousseau sullo stato di natura, idiozie su cui sono basate le ideologie antistato come il mondialismo e l’europeismo, mentre conferma le tesi di Thomas Hobbes e di Charles Darwin

Oggi più che mai risulta evidente che il mondialismo e l’europeismo, ossia le ideologie antistato, sono contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come del resto ho sempre sostenuto.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

5. Stiglitz ripete la solita litania mondialista del global warming (cioè del climate change).

In un post precedente ho scritto:

«Ho trovato su YouTube due video (entrambi del 2014), nei quali Carlo Rubbia (Premio Nobel per la fisica nel 1984, membro della Royal Society dal 1984, Higgins Professor of Physics alla Harvard University dal 1970 al 1988, Direttore Generale del CERN dal 1989 al 1994, ecc. ecc.) parla del global warming.

Nel primo video Carlo Rubbia afferma (al minuto 2.47): “…dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata, è diminuita, è diminuita di -02 gradi…”»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/28/donald-trump-carlo-rubbia-il-global-warming-e-le-bufale/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Caro Grillo, non è lo smog, è l’ultracapitalismo

28 dicembre 2015

L’ultima trovata di Beppe Grillo (che ha il dono di far andare in vacca perfino le cose più serie del mondo) è quella di imputare allo smog (e anche al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, reo di aver “distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno“) il notevole aumento delle morti in Italia nel 2015: che sarebbero ben 68.000 in più che nel 2014, vale a dire l’11,3% in più (stima Istat).

Questa è chiaramente una sciocchezza, come hanno commentato in molti.

Ma Grillo, nello stesso post del 27 dicembre 2015, intitolato Morti di guerra in tempo di pace #68000morti, scrive anche, e giustissimamente, che il problema sono i tagli del governo Renzi al welfare state (ossia allo stato sociale):

«Giovani o vecchi, ci si ammala sempre di più e non ci sono i soldi per le cure nè per le medicine, con la crisi i soldi è meglio usarli per mangiare (alimenti probabilmente contaminati). Si stringono i denti e si tira avanti, ma per poco. Il governo impugna la lunga falce e con la legge di stabilità taglia altri 15 miliardi di euro alla sanità in 3 anni: per gli italiani non c’è scampo. Avvelenati da una politica industriale dell’800, in mutande a causa della crisi e abbandonati dal governo. Premier e ministri non si rendono conto di ciò che accade nel Paese. Litigano per mezzo punto percentuale di PIL e fanno decreti lampo di domenica per salvare le banche mentre passeggiano incuranti sui cadaveri di 68.000 italiani che non hanno saputo proteggere. Sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue. Prima se ne vanno e meglio è.»

http://www.beppegrillo.it/2015/12/

morti_di_guerra_in_tempo_di_pace_68000morti.html

Grillo, inoltre, sempre nello stesso post, cita un brano significativo dell’articolo 68 mila morti in più nel 2015? di Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia presso l’Università di Milano Bicocca, articolo da cui il comico genovese ha tratto le cifre delle rilevazioni Istat:

«Il dato è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918: due periodi della nostra storia segnati dalle guerre che largamente spiegano dinamiche di questo tipo. Viceversa, in un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace e con uno stato di benessere che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni? E’ solo la naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana o è (anche) un segnale di allarme? Il sistema socio-sanitario, che finora ha permesso un continuo allungamento della vita anche alle età anziane, inizia forse a subire gli effetti di una congiuntura economica meno favorevole? In altre parole ci chiediamo se i tagli alla sanità pubblica, dovuti alla crisi, abbiano accresciuto nel corrente anno il rischio di mortalità nei gruppi tipicamente più fragili: i vecchi e i “grandi vecchi”.»

http://www.neodemos.info/68-mila-morti-in-piu-nel-2015/

Ebbene, questo è uno degli effetti del mondialismo, il quale, come ho scritto più volte, vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra utilizzando come mezzo l’ultracapitalismo.

È chiaro che l’ultracapitalismo eliminerà progressivamente tutto il welfare state oggi esistente ed è altrettanto chiaro che ciò causerà un numero enorme di morti.

Siamo solo all’inizio.

Il mondialismo è quindi un crimine contro l’umanità, come ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/il-mondialismo-e-un-crimine-contro-lumanita/

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo è contro la Ragione

3 febbraio 2015

Il mondialismo, ossia l’internazionalismo di David Rockefeller, è contro la Ragione.

A dimostrarlo è il fatto che esso vuole abolire lo Stato, il quale, invece, è una necessità della Ragione, una necessità razionale.

Infatti non è umanamente possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, il quale, secondo Bertrand Russell, è uno dei tre principali tipi di potere (essendo gli altri due il potere economico e il potere della propaganda).

Non essendo possibile eliminare i conflitti attuati per mezzo del potere della forza fisica, tranne che nei sogni del millenarismo cristiano, allora lo Stato è necessario, in quanto esso è il mezzo naturale e universale per gestire i suddetti conflitti, sia che essi si presentino nella forma di aggressione di stranieri, sia che essi si presentino nella forma di torti reciproci all’interno di una comunità, come scrive Thomas Hobbes.

Nel primo caso lo Stato difende la comunità con l’esercito, nel secondo con la legge.

Infatti le due funzioni essenziali dello Stato sono l’esercito e la legge, concetto sul quale concordano Machiavelli, Hobbes e Bobbio.

Esistono anche funzioni accessorie dello Stato, per esempio le politiche di redistribuzione delle risorse economiche.

Senza Stato, quindi, non può esserci un esercito, ci sarebbe invece, in caso di aggressione di stranieri, una moltitudine di individui che combattono disordinatamente e inefficacemente.

Senza Stato non può esserci legge e giustizia, ci sarebbero solo vendette e faide interminabili.

Senza Stato non può esserci stato sociale, ossia welfare state, ci sarebbe solo sfruttamento del più forte verso il più debole e miseria ovunque.

Questo è ciò che ci aspetta se lo Stato sarà completamente smantellato e distrutto.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sperando che gli intellettuali americani non siano tutti così

9 maggio 2014

Leggo un articolo di Mattia Ferraresi pubblicato dal Foglio il 17 aprile 2014 e intitolato Il crepuscolo dell’impero americano tradito da Venere:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/22899

Si tratta di un’intervista a Donald Kagan, che «…è uno storico dell’antica Grecia e intellettuale conservatore nato in Lituania nel 1932 e cresciuto a Brooklyn. Ha insegnato alla Cornell University e a Yale.».

Donald Kagan è il padre di Robert Kagan (marito di Victoria Nuland): «Kagan è studioso della classicità e pater familias di una dinastia conservatrice. Robert Kagan è l’intellettuale neocon che all’inizio della guerra al terrore condensò la cruciale differenza fra l’America che viene da Marte e l’Europa da Venere…».

Robert Kagan si riferiva chiaramente a un bestseller, Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, che, come ci informa Wikipedia in italiano, «…ha venduto 6 milioni di copie.»:

http://it.wikipedia.org/wiki/John_Gray_%28psicologo%29

È interessante notare che l’autore, John Gray, «…received an unaccredited PhD degree by correspondence in 1982 from Columbia Pacific University (CPU), a now-defunct university located in San Rafael…», vedi qui:

http://en.wikipedia.org/wiki/John_Gray_%28U.S._author%29

Ma torniamo a Donald Kagan.

Leggo la sua intervista con crescente disapprovazione: «Adesso esagero, ma credo che senza l’intervento dell’America la Prima guerra mondiale non sarebbe mai finita.».

Senza l’intervento dell’America, certamente la prima guerra mondiale non sarebbe finita producendo inevitabilmente il fascismo, il nazismo e la seconda guerra mondiale (non ci sarebbe stato neanche l’Olocausto!), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/09/le-folli-decisioni-di-woodrow-wilson/

E ancora:

«Siamo soltanto all’inizio, e la Russia non è ancora abbastanza potente per rappresentare una minaccia chiara e imminente, ma l’aggressività di Putin ha introdotto un senso di paura inedito.».

Aggressività di Putin? Ma è Putin che è stato aggredito dall’Occidente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/05/obama-sta-spingendo-il-mondo-verso-la-terza-guerra-mondiale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/18/con-lucraina-loccidente-ha-gettato-la-maschera/

E ancora:

«Kagan, mente abituata a non soffermarsi sulle cose penultime, mette lo spettacolo poco edificante della debolezza occidentale sullo sfondo di una crisi antropologico-culturale la cui chiave è la “parte soffice del cristianesimo”. “C’è un aspetto problematico nel cristianesimo e per quanto la secolarizzazione avanzi, il cristianesimo non si può sradicare dalla mentalità occidentale. Il punto è questo: la figura di Gesù che predica il sermone della montagna, un insegnamento così utopico che se non fosse così serio e ammirevole sarebbe ridicolo. Il suo potere persuasivo è enorme, chiunque sia cresciuto nella cultura occidentale se lo ritrova da qualche parte nel cuore e nella mente. E’ ammirevole, dicevo, ma è l’opposto di come le cose vanno nel mondo. Non si può eliminare il fatto che gli uomini agiscono virtuosamente in certi casi, ma nelle cose più importanti altre motivazioni prevalgono. Il potere e l’egoismo tendono a dominare le cose umane. Dunque, cosa fanno gli uomini quando hanno questa promessa enorme nel cuore ma allo stesso tempo devono venire a patti con il mondo? L’occidente ha al suo interno questa terribile e affascinante contraddizione. L’islam in questo senso ha un vantaggio filosofico enorme, perché non c’è contraddizione fra la sua visione antropologica e la dominazione politica e militare.».

È evidente che Kagan non ha capito cos’è il Cristianesimo (e la cosa non mi sorprende). Guarda un po’, magari Gesù, invece di ammirare la ricchezza, sarebbe stato favorevole a quel welfare state che Donald Kagan odia tanto:

«Se il professore è duro con l’America guidata dal sedile posteriore, sull’Europa ha posizioni simili a quelle della nuora, Toria Nuland, sottosegretario del dipartimento di stato sorpresa a pronunciare in una telefonata privata le ineffabili parole: “Fuck the Eu”. “L’Europa è pietosa – dice Kagan – il welfare state, e questo è sempre più vero anche in America, l’ha depredata della capacità di pensare chiaramente e criticamente a qualunque cosa. Non è disposta a fare sacrifici di nessun tipo per qualsiasi scopo. Si aspettano soltanto di ricevere qualcosa dallo stato.».

Mi fermo, volutamente, qui.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Chi c’è dietro la rivolta dei forconi?

11 dicembre 2013

Mi ero ripromesso di prendermi una pausa e di non scrivere più nulla, per un bel pezzo almeno, ma è difficile rimanere in silenzio quando l’indignazione fa aumentare la pressione arteriosa.

La colpa, in verità, è delle news di Google. O forse mia, che non dovrei leggerle. Fatto sta che mi sono imbattuto, come è accaduto altre volte in passato, in un articolo del Sole24ore, l’ineffabile giornale della Confindustria. Articolo riportato, appunto, dalle news di Google.

L’articolo è il seguente:

Forconi, chi c’è dietro la rivolta? Ecco le cinque ragioni per cui sono scesi in piazza, di Silvia Sperandio:

“Blocchi stradali e ferroviari, assalti urbani, presidi, cortei, volantinaggi. In due giorni, dalle 22 di domenica scorsa, l’Italia si è bloccata a causa della mobilitazione dei «Forconi». Guerriglia urbana a Torino, paralisi dei treni in Liguria, caos a Milano, tensioni in Triveneto e Emilia-Romagna, disagi al Sud, soprattutto in Puglia, Campania e Sicilia. Ma chi c’è dietro questa rivolta di piazza, e quali sono le rivendicazioni portate avanti? Non è facile rispondere [il corsivo è mio]…”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-10/-forconi-chi-c-e-dietro-rivolta-ecco-cinque-ragioni-cui-sono-scesi-piazza-172156.shtml?uuid=ABnBcEj

Non è facile rispondere, afferma il Sole24ore.

Invece è facile come bere un bicchiere d’acqua: “dietro questa rivolta di piazzac‘è, in generale, una classe dirigente incapace e, in particolare, una classe politica che regge valorosamente il confronto con quella che causò la Rivoluzione Francese.

È una classe politica che, con l’euro, sta distruggendo l’Italia e gli italiani.

Ecco svelato l’arcano!

————————————–

P.S.: ho letto il commento di un lettore del Sole24ore, il quale, definendosi un liberista convinto, si chiede se i manifestanti vogliano più Stato o meno Stato. Invito chi nutrisse questo dubbio a non confondere fra Stato e statalismo, argomento su cui ho scritto l’anno scorso un post, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/07/non-bisogna-confondere-lo-statalismo-con-lo-stato/

Quando si afferma: “Più mercato, meno Stato”, ci si riferisce appunto allo statalismo, non allo Stato.

Per esempio, gli Stati Uniti d’America sono tradizionalmente uno Stato senza statalismo.

Che poi ci sia in Italia un apparato politico sovradimensionato e truffaldino, come lamenta il suddetto lettore, è un’altra cosa ancora e si tratta dell’evidentissimo effetto della corruzione, la quale a sua volta è l’effetto del fallimento dello Stato italiano. In altre parole, la corruzione è dilagante proprio perché in Italia c’è uno Stato cronicamente collassato, uno Stato fallito. Se ci fosse uno Stato degno di questo nome, come accade in tutti gli altri paesi dell’Occidente, la corruzione sarebbe molto minore e l’apparato politico non sarebbe sovradimensionato e truffaldino. Ciò anche in presenza dello statalismo, ossia del welfare state.

Per esempio, in Svezia c’è tradizionalmente un welfare state, ma l’apparato politico non è né sovradimensionato, né truffaldino.

Il nodo della questione è la giustizia: di regola gli uomini non si comportano in modo corretto per pura scelta etica personale, bensì per paura della pena.

Questo concetto risale ad Aristotele ed ha attraversato tutta la storia della filosofia, passando per Hobbes e l’Illuminismo (vedi a questo proposito Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 656-657).

E non ci può essere una giustizia funzionante in uno Stato fallito, perché uno Stato fallito non è in grado di infliggere pene, non è in grado di punire i colpevoli.

Senza una pena (adeguata!) che l’accompagni, una legge è solo un’esortazione o una predica.

Vedi a questo proposito un mio vecchio post:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

Vedi anche qui, dove si parla del collasso cronico dello Stato italiano:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

È mai possibile sostenere che possa esistere uno Stato sociale senza Stato?

13 giugno 2013

Leggo un articolo di Guido Rossi sul Sole24ore del 9 giugno, intitolato L’eccesso di austerity ha spogliato anche il Re (che ora è nudo):

«L’idea sbagliata e pericolosa di austerity ha condotto il nostro Paese al disastro attuale, non solo con il ricorso a tecnici di governo, ma soprattutto alla sua propagazione, la quale ha origini addirittura nostrane, come documentato sia da un articolo di Krugman sul penultimo numero della New York Review of Books, sia dal libro di Blyth (Austerity, Oxford 2013), che dedica un paragrafo ai “Bocconi boys” (p. 170), con aspre critiche.

Ora, tuttavia, che il re è nudo, è forse tempo di comprendere che la soluzione ai nostri problemi non viene tanto dall’austerità, ma da una politica di welfare, in modo tale che banche, imprese e lavoratori riprendano nella crescita le loro corrette funzioni.»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-09/leccesso-austerity-spogliato-anche-142428.shtml

Devo purtroppo constatare che, a proposito dell’Unione Europea, Guido Rossi persiste nell’errore (vedi post precedenti): cosa significa “welfare”? Significa welfare State, in italiano Stato sociale.

È mai possibile sostenere che possa esistere un welfare State senza State? Uno Stato sociale senza Stato? No, non è possibile, eppure Guido Rossi afferma proprio questo. E aggrava il suo errore citando John Rawls, che è l’autore di un saggio insensato: Una teoria della giustizia.

La filosofia di Rawls prende le mosse, come egli stesso dichiara (John Rawls, Una teoria della giustizia, Feltrinelli, 2010, pag. 18 e pag. 32), da quella di John Locke, sul quale ho abbondantemente scritto nei post precedenti e nei miei due saggi di scienza politica. Locke e il suo tardo epigono Rawls non si muovono nel campo della scienza politica, ma nel campo della filosofia morale.

Infatti, come scrive magistralmente Norberto Bobbio:I due criteri, l’aristotelico, fondato sull’interesse, e il lockiano, fondato sul principio di legittimità, sono criteri non analitici ma assiologici, in quanto servono a contraddistinguere il potere politico quale dovrebbe essere e non quale è, le forme buone dalle forme corrotte. [il corsivo è mio]” (Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 69-70).

Invece la distinzione del potere politico (il potere della forza fisica) dalle altre forme di potere (ossia il potere economico e il potere della propaganda), operata da Machiavelli nel Principe (“E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.”, Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128) e seguita da Hobbes, Weber, Kelsen e Bobbio, produce una “teoria realistica del potere politico” (Bobbio, ibid., pag. 70).

Perché scrivo che Guido Rossi afferma che possa esistere uno Stato sociale senza Stato? Perché l’Unione Europea (che non a caso si chiama così e non Stati Uniti d’Europa) serve proprio a questo: a eliminare lo Stato, come ho più volte spiegato nei post precedenti. Essa si basa sul mito della dannosità dello Stato, mito creato dalla filosofia di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

Copyright © 2013  Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Non bisogna confondere lo statalismo con lo Stato

7 novembre 2012

Alcuni confondono il cosiddetto statalismo con lo Stato. C’è molta confusione su questi argomenti di scienza politica.

Così noi oggi viviamo circondati da oggetti ipertecnologici, che sono costruiti grazie a concetti scientifici estremamente raffinati, ma brancoliamo nel buio dell’ignoranza per quanto riguarda i principi fondamentali della convivenza con il nostro prossimo.

Questo è veramente un paradosso.

Alla base della scienza politica ci sono i concetti di Stato e di forma di governo. Non bisogna confondere questi concetti con quello riguardante le politiche di redistribuzione delle risorse economiche. Quando noi usiamo il termine “statalismo”, stiamo indicando una politica di accentuata redistribuzione delle risorse economiche, ossia lo stato sociale, in inglese welfare state.

Si può essere, oppure no, favorevoli allo stato sociale (personalmente io sono favorevole), ma questo non c’entra nulla col concetto di Stato e neanche con il concetto di democrazia, la quale è una forma di governo (ce n’è più d’una).

Cos’è lo Stato? È l’istituzione politica che, come scrive Hobbes nel Leviatano, difende la comunità “dall’aggressione di stranieri” (mediante l’esercito) “e dai torti reciproci” (mediante la giustizia) (Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 142).

Hobbes comunque va interpretato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

Lo Stato è indispensabile e la sua esistenza è messa in dubbio soltanto dalle ideologie antistato, un esempio delle quali è l’europeismo.

Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, lo Stato è una realtà indiscussa. Il pragmatismo e la concretezza degli americani rendono impossibile metterlo in dubbio, se non a livello di infime minoranze.

La tesi di alcuni storici contemporanei che la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna è a mio parere falsa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

La democrazia, parola con la quale spesso in Italia ci si riempie la bocca a sproposito, è quella particolare forma di governo che è basata sul principio della divisione (o separazione) dei poteri.

Questo principio ha lo scopo di permettere la libertà politica: senza divisione dei poteri non ci può essere libertà politica.

È lapalissiano che avere la libertà politica è meglio che non averla, sebbene nei momenti storici in cui occorra un cambiamento drastico sia spesso necessario farne momentaneamente a meno.

Nell’Evo Antico la cultura greca e quella romana hanno offerto grandi esempi di tale principio.

Nel Medio Evo quest’ultimo era ignorato, per il semplice motivo che in tale periodo storico (del tutto eccezionale e limitato all’Occidente) non c’era più lo Stato: non ci può essere una forma di governo senza Stato.

A questo proposito vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

Nell’Evo Moderno i primi ad applicare il principio della divisione dei poteri furono gli inglesi, dopo la Gloriosa Rivoluzione (1688). Per la loro tipica tendenza all’understatement, essi lo chiamano spesso principio dei controlli e dell’equilibrio (system of checks and balances). Da precisare che tale principio non si identifica affatto con la classica tripartizione di Montesquieu (potere esecutivo, potere legislativo e potere giudiziario): questa tripartizione ne è solo un caso particolare.

Il primo autore a scrivere del principio della divisione dei poteri nell’Evo Moderno fu, nel Cinquecento, Niccolò Machiavelli, nella sua opera Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio. Siccome molti italiani sono all’oscuro di tale opera, conoscendo soltanto Il Principe, si parla spesso a vanvera del grandissimo Machiavelli, che può essere a buon diritto considerato il padre della scienza politica, scambiandolo per un propugnatore dell’assolutismo.

Paradossalmente la cultura inglese conosce i Discorsi meglio di quella italiana (perché non fu influenzata dall’Index librorum prohibitorum della Chiesa di Roma, vedi avanti).

Ecco infatti cosa scrive Bertrand Russell, un uomo della cui intelligenza è impossibile dubitare, sui Discorsi di Machiavelli:

“Ci sono interi capitoli che sembrano quasi scritti da Montesquieu; la maggior parte del libro avrebbe potuto ricevere l’assenso di un liberale del XVIII secolo. La dottrina dei controlli e dell’equilibrio è esposta esplicitamente [il corsivo è mio]…

…La costituzione repubblicana di Roma era buona, proprio per il conflitto tra il Senato e il popolo.”

(Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, 1967, Longanesi, pag. 668).

Vediamo cosa scrive di Machiavelli l’insigne politologo americano Robert A. Dahl:

“Probabilmente l’esempio più evidente di approccio noncognitivista alla teoria politica è costituito dal pensiero di Thomas Hobbes, che era politicamente un monarchico [il corsivo è mio]. Benché Machiavelli non abbia mai espresso in modo elaborato le sue opinioni a questo proposito, sembra che anch’egli sia stato noncognitivista, e naturalmente un sostenitore accanito della repubblica [il corsivo è mio].”

(Robert A. Dahl, Introduzione alla scienza politica, 1970, Il Mulino, pag. 193).

Parlavo prima dell’Index librorum prohibitorum della Chiesa di Roma. Ebbene, andate qui e scrivete solo il cognome, in questo caso Machiavelli, e poi cliccate su Search:

http://search.beaconforfreedom.org/search/censored_publications/

Potrete così leggere che la Chiesa di Roma proibì sia Il Principe che i Discorsi.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.