Posts Tagged ‘weltanschauung scientifica’

I mondialisti sono semplicemente ignoranti

25 marzo 2018

Adesso che la Cina ha accentuato il suo carattere autocratico (l’11 marzo 2018 Xi Jinping è diventato leader a vita), i mondialisti si sentono smarriti, vedi questo articolo del 4 marzo:

Se l’Occidente ha sbagliato con la Cina. L’analisi dell’Economist (e non solo)

«“How The West Got China Wrong” è il titolo dell’Economist di questa settimana, che dedica il pezzo di copertina a spiegare come mai l’Occidente ha sbagliato con la Cina. “I leader occidentali credevano che dare alla Cina un interesse in istituzioni come l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) la vincolasse al sistema basato sulle regole istituito dopo la seconda guerra mondiale. Speravano che l’integrazione economica avrebbe incoraggiato la Cina a evolvere in un’economia di mercato e che, essendo diventati più ricchi, la sua gente sarebbe venuta a desiderare le libertà democratiche, i diritti e lo stato di diritto”, è la premessa che fa il settimanale più importante del mondo…

…Nei prossimi giorni il presidente Xi Jinping riceverà l’incoronazione definitiva, ottenendo un cambiamento costituzionale che gli permetterà di sedere sul trono imperiale di Pechino a vita. E questo passaggio finale verso una “dittatura”, come la chiama l’Economist, è avvenuto nonostante gli allettanti inviti occidentali a partecipare alla divisione del malloppo del mercato.»

http://formiche.net/2018/03/economist-cina-visione/

Come ho sempre scritto, le élites mondialiste sono semplicemente élites ignoranti: perché ignorano due scienze sociali, la sociologia e l’antropologia culturale, per le quali l’etnocentrismo e il relativismo culturale sono concetti fondamentali e irrinunciabili.

Non è ignoranza questa?

Per non parlare poi dell’ignoranza della scienza politica: le forme di governo (democrazia e autocrazia secondo la classificazione delle forme di governo di Hans Kelsen, classificazione apprezzata anche da Norberto Bobbio) appartengono ai mores e non alla ratio, ragion per cui non sono universali, ma bensì sono solo norme culturali.

Vedi qui per la differenza fra ratio e mores:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/15/la-differenza-fra-ratio-e-mores/

Lo Stato, a differenza delle forme di governo, appartiene alla ratio, quindi è universale (come ho sempre scritto, lo Stato è una necessità della Ragione, lo Stato è un universale culturale).

Infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Ho presentato nel 2012 una teoria dello Stato, basata sul concetto dello Stato come centro di comando unico del potere della forza fisica, nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi.

Da tutto ciò si possono trarre tre conclusioni:

1) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre la democrazia a culture diverse dalla cultura occidentale: questo è puro etnocentrismo (primo errore dei mondialisti).

2) è teoricamente sbagliato e praticamente impossibile imporre al genere umano l’eliminazione dello Stato (secondo errore dei mondialisti, molto più grave del primo, in quanto lo Stato appartiene alla ratio, cioè è universale, quindi esso non può essere eliminato in nessuna comunità umana).

3) l’ideologia mondialista manca anche di coerenza interna, in quanto senza Stato non vi può essere forma di governo: la forma di governo è la forma di governo di uno Stato, quindi eliminando lo Stato si elimina anche la forma di governo.

Ciò significa che eliminando lo Stato, la democrazia scompare. Del resto scompare anche l’autocrazia. Cosa si ottiene quindi eliminando lo Stato? La “guerra di tutti contro tutti” (in latino “bellum omnium contra omnes”, in inglese “war of all against all”), come ci insegnò Thomas Hobbes, guerra in cui ovviamente vincono i più forti: l’élite globalista, la finanza internazionale, le banche, ecc. ecc.

Proprio ciò che sta avvenendo attualmente.

Il fatto è che il mondialismo, avendo un’origine religiosa, dato che è un millenarismo secolarizzato, cioè laicizzato, disprezza la Ragione e la Weltanschauung scientifica (anche se a parole, ipocritamente, le glorifica): esso si nutre di ignoranza e diffonde ignoranza.

I mondialisti sono semplicemente ignoranti.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il mondialismo, la scienza e l’Islam

22 aprile 2017

Leggo sul Corriere della Sera del 20 aprile 2017 un articolo intitolato «La terra? È piatta e il sole le gira attorno». Polemiche in Tunisia:

“…una studentessa tunisina ha lavorato per 5 lunghi anni a una tesi di dottorato destinata finalmente a «rovesciare le leggi di Newton, Keplero e Einstein, vista la debolezza dei loro fondamenti e a proporre una nuova visione della cinematica degli oggetti conforme ai versetti del Corano». Ovvero? Semplice: che la terra è piatta e non si muove di un millimetro: è il sole a girarle attorno…

…Il fatto è che il suo lavoro godeva, com’è naturale, dell’appoggio del suo relatore, il professor Jamel Touir, già membro dell’Assemblea costituente in rappresentanza del partito laburista Ettakatol, il quale in un primo momento ha tentato di difendere l’impianto della tesi incriminata sostenendo che «la studentessa era stata incoraggiata da alcuni ricercatori americani che le hanno inviato delle pubblicazioni della Nasa».”

http://www.corriere.it/scuola/universita/17_aprile_20/terra-piatta-gira-intorno-tunisia-238d072c-25b8-11e7-83cc-292021888e47.shtml

Ignobilmente l’articolo in questione cerca di attenuare lo scandalo facendo notare che anche negli Stati Uniti d’America la scienza è avversata.

Ma in realtà gli USA sono all’avanguardia della scienza e della tecnica, come è ovvio, dato che si tratta dell’unico paese del pianeta a essere andato sulla luna.

Insomma, questo è l’Islam.

L’Islam che il mondialismo ritiene essere una religione come le altre e segnatamente come il Cristianesimo.

Dimenticando un fatto storico fondamentale: che la scienza è nata nell’Europa cristiana, è nata dal Cristianesimo, è un prodotto del Cristianesimo.

Come ho scritto in un vecchio post:

“Occorre puntualizzare che il Cristianesimo presenta sia lati negativi, che possono essere altamente distruttivi (ad esempio il Medio Evo), sia lati positivi, che hanno trasformato il mondo, costituendo la via del cambiamento, ossia la via di ciò che Jacques Monod indica come “una seconda evoluzione, quella culturale” (Jacques Monod, Il caso e la necessità, 1974, Mondadori, pag. 133).

Infatti è nell’ambiente cristiano che nacque e si sviluppò la scienza, laddove perfino il cosiddetto miracolo greco non era riuscito a darle i natali

…La scienza non è niente altro che un prodotto, anche se indiretto, del Cristianesimo e quindi l’Occidente non può rinunciare a questa religione, in quanto tagliare le radici da cui è nato l’albero della scienza sarebbe un’assoluta follia.

Quando noi osserviamo un qualsiasi oggetto fabbricato per mezzo della scienza, ad esempio un treno, un’automobile, un aereo, un computer, ecc. ecc., noi vediamo l’Occidente, o meglio, la potenza del potere creativo dell’Occidente.

Come ho spiegato in dettaglio nel suddetto saggio, questo potere creativo è un effetto, anche se indiretto, dei valori del Cristianesimo.”

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

E anche:

“L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

E anche:

“Nell’ambiente creato in Italia dal Rinascimento, Leonardo e Galileo inventarono il metodo scientifico, ma la rivoluzione scientifica italiana abortì sia a causa delle invasioni straniere, che culminarono nel sacco di Roma del 1527 e che misero fine al Rinascimento, sia a causa del Papato, che condannò Galileo agli arresti domiciliari a vita.

A proposito del metodo scientifico e di Leonardo vedi 2, pagg. 32-33.

Quasi per miracolo, la scienza trovò in Inghilterra l’ambiente favorevole per svilupparsi, grazie al coraggio di Enrico VIII e al genio di Isaac Newton, che nacque proprio l’anno della morte di Galileo (1642).”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Il ritenere che le religioni siano tutte uguali è la dimostrazione lampante che le élites mondialiste sono élites ignoranti, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/07/le-elites-delloccidente-sono-elites-ignoranti/

E anche che il mondialismo è contro la Ragione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/03/il-mondialismo-e-contro-la-ragione/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

2 aprile 2017

Il mondialismo è il prodotto di una Weltanschauung che possiamo comunemente trovare nei cartoni animati della Disney et similia: gli animali della natura convivono pacificamente.

Se noi invece guardiamo un documentario di David Attenborough, vediamo qualcosa di estremamente diverso, vediamo cioè lo “state of nature” di Charles Darwin, il quale non è niente altro che lo “state of nature” di Thomas Hobbes (come del resto fu notato anche da Karl Marx).

Ho scritto in un vecchio post:

“Molto tempo dopo, un altro grande pensatore, anzi ancor più grande di Hobbes, Charles Darwin, userà hobbesianamente il termine “state of nature” nel suo capolavoro, On the Origin of Species.

Se ci si prende la briga di andare a contare quante volte Darwin usa tale termine nel suo capolavoro (http://www.gutenberg.org/cache/epub/2009/pg2009.txt, data di accesso odierna), si scopre che esso vi compare ben 45 volte…

…In effetti Darwin è proprio hobbesiano, cosa di cui si accorse perfettamente Marx, vedi la sua lettera a Engels del 18 giugno 1862, nella quale egli parla del capolavoro di Darwin:

«E’ il bellum omnium contra omnes di Hobbes…»”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Torniamo sempre, come ho scritto più volte, allo stesso punto, cioè al concetto di stato di natura di Thomas Hobbes e a quello di John Locke.

Hobbes scrive nel 1651:

«The foundation therefore which I have laid standing firme, I demonstrate in the first place, that the state of men without civill society (which state we may properly call the state of nature) is nothing else but a meere warre of all against all; and in that warre all men have equall right unto all things; Next, that all men as soone as they arrive to understanding of this hatefull condition, doe desire (even nature it selfe compelling them) to be freed from this misery [il neretto è mio]

(Thomas Hobbes, De Cive, Preface to the Reader, Blackmask Online, disponibile su:

http://www.unilibrary.com/ebooks/Hobbes,%20Thomas%20-%20De%20Cive.pdf,

data di accesso odierna, pag. 6)

E ancora:

«Whosoever therefore holds, that it had been best to have continued in that state in which all things were lawfull for all men, he contradicts himself; for every man, by naturall necessity desires that which is good for him: nor is there any that esteemes a war of all against all, which necessarily adheres to such a State, to be good for him [il neretto è mio]

(Ibid., Chapter 1, XIII, pag. 11)

Quindi secondo Hobbes: the state of nature = a war(re) of all against all

Il termine “warre” è una forma arcaica, o meglio obsoleta, di “war”.

Invece Locke scrive nel 1690:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded, are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio]

(John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19, prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su:

http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf,

data di accesso odierna, pag. 113)

Quindi secondo Locke: the state of nature = a state of peace

Se noi pensiamo che lo stato di natura è quello descritto da Hobbes, ne consegue che lo Stato è necessario → nazionalismo; se invece noi pensiamo che lo stato di natura è quello descritto da Locke, ne consegue che lo Stato non è necessario → mondialismo o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme).

Infatti se the state of nature = a state of peace, non c’è bisogno dello Stato, la cui funzione essenziale è quella di difendere la comunità dagli aggressori esterni (mediante l’esercito) e dai torti reciproci (mediante la legge).

Di queste due Weltanschauung, la prima, quella di Hobbes, è la Weltanschauung scientifica (di cui scrisse anche Sigmund Freud) e infatti è anche quella di Charles Darwin; la seconda, quella di Locke, non è niente altro che la Weltanschauung religiosa (ovviamente della religione cristiana, dato che Locke era cristiano).

Quando le élites ignoranti del globalismo farneticano di “global open society” (George Soros) e di “global community (Mark Zuckerberg), stanno parlando della Weltanschauung religiosa cristiana, che è diventata la Weltanschauung del patrimonio culturale laico dell’Occidente proprio grazie a Locke, che finge di appellarsi alla Ragione, ma che in realtà mistifica la questione, perché egli in realtà si appella alla Weltanschauung religiosa cristiana.

E non sarà il denaro di Soros o di Zuckerberg (David Rockefeller è morto) a cambiare la verità.

Da ricordare infine che uno studio scientifico intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya e pubblicato su Nature il 21 gennaio 2016 dà ragione a Hobbes e a Darwin, smentendo invece le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le contraddizioni della Silicon Valley

10 novembre 2016

La Silicon Valley si è totalmente schierata dalla parte di Hillary Clinton e del globalismo, tranne pochissime eccezioni, p.e. Peter Thiel, il cofondatore di PayPal.

Ecco cosa dice Peter Thiel:

«IT IS NOT A LACK OF JUDGMENT THAT LEADS AMERICANS TO VOTE FOR TRUMP, WE ARE VOTING FOR TRUMP BECAUSE WE JUDGE THE LEADERSHIP OF OUR COUNTRY TO HAVE FAILED.»

http://www.zerohedge.com/news/2016-10-31/what-trump-represents-not-crazy-and-not-going-away-peter-thiel-full-transcript

Eppure è stata proprio la Silicon Valley a creare internet e a cambiare di conseguenza il mondo, rendendolo molto più democratico.

Senza internet, Donald Trump molto probabilmente avrebbe perso le elezioni.

In un precedente post ho scritto:

«Internet, per la sua intrinseca natura, impone la democrazia ed è inutile opporsi.

Internet è più forte di tutto e di tutti.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/14/i-globalisti-non-possono-farcela-contro-internet/

Come è possibile che i geni della Silicon Valley non abbiano capito una verità lapalissiana, cioè che il globalismo non è affatto democratico, anzi è l’antitesi della democrazia?

Come è possibile che essi non abbiano visto la colossale contraddizione tra ciò che essi stessi hanno creato, ossia internet, che è il non plus ultra della democrazia, e il globalismo, che è la tirannia dell’élite sul popolo, che vuole impoverire e uccidere il popolo (giustamente Peter Thiel parla di povertà e di guerra)?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

C’è anche un’ulteriore contraddizione, meno evidente della prima: il globalismo è contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

P.S: ecco il testo integrale del famoso discorso di Peter Thiel in favore di Donald Trump (dal sito zerohedge.com).
«Thank you very much for having me here.
Everyone knows we have been living through a crazy election year. Real events seem like the rehearsals for Saturday Night Live.
Only an outbreak of insanity would seem to account for the unprecedented fact that this year, a political outsider managed to win a major party nomination.
To the people who are used to influencing our choices, the wealthy people who give money and the commentators who give reasons why, it all seems like a bad dream.
Donors don’t want to find out why we got here, they just want to move on. Come November 9, they hope everyone else will go back to business as usual. But it is this heedlessness: the temptation to ignore in difficult realities indulged in by our citizens that got us where we are today.
A lot of successful people are too proud to admit it since it seems to put their success in question. But the truth is, no matter how crazy this election seems, it is less crazy than the condition of our country. Just look at the generation that supplies most of our leaders. The baby boomers. They are entering retirement in a state of actuarial bankruptcy. 54% of those over the age of 55 have less than one years worth of savings to their name.
That is a problem, especially when this is the only country where you have to pay up to 10 times as much for simple medicines as you would pay anywhere else. America’s overpriced health care system might help subsidize the rest of the world, but that does not help americans who cannot afford it and they have started to notice.
Our youngest citizens may not have medical bills, but their college tuition keeps on increasing faster than the rate of inflation, adding more every year to our $1.3 trillion mountain of student debt. America has become the only country where students take on loans they can never escape, not even by declaring bankruptcy.
Stuck in this broken system, millennials are the first generation that expect their own lives to be worse than the lives of their parents. While american family expenses have been increasing relentlessly, their incomes have been stagnant. In real dollars, immediate household makes less money today that made 17 years ago. Nearly half of americans would not be able to come up with $400 if they needed it for an emergency.
Yet, while households struggled to keep up with the challenges of everyday life, the government is wasting trillions of dollars on taxpayer money on faraway wars. Right now, we’re fighting five of them. In Iraq, Syria, Libya, and Somalia.
In the wealthy suburbs of Washington DC, people are doing just fine. Where I work in Silicon Valley, people are doing just great. But most americans don’t live by the Beltway or the San Francisco Bay. Most americans have not been part of that perspective. It shouldn’t be surprising to see people voting for Bernie Sanders or Donald Trump, who is the only outsider (very few people who vote for president have ever thought of doing something so extreme as running for president. The people who run are often polarizing).
This election year, both major candidates are imperfect people to say the least. I don’t agree with everything Donald Trump has said and done, and I don’t think the millions of other people voting for him do either. Nobody thinks his comments about women were acceptable. I agree, they were clearly offensive and inappropriate. But I don’t think the voters pull the lever to endorse a candidate’s flaws.
It is not a lack of judgment that leads americans to vote for Trump, we are voting for Trump because we judge the leadership of our country to have failed.
This judgment has been hard to accept for some of the countries most fortunate, socially prominent people. It certainly has been hard to accept for Silicon Valley, where many people have learned to keep quiet if they dissent from the coastal bubble. Louder voices have sent a message that they do not intend to tolerate the views of one half of the country.
This intolerance has taken on some bizarre forms. The Advocate, a magazine which once praised me as a gay innovator, even published an article saying that as of now I am, and I quote “not a gay man” because I don’t agree with their politics. The lie in the buzzword of diversity could not be made more clear. If you don’t conform, then you don’t count as diverse, no matter what your personal background.
Faced with such contempt, why do voters still support Donald Trump? Even if they think the american situation is serious, why do they think Trump of all people can make it better?
I think it is because of the big things that Trump gets right. For example, free trade has not worked out well for all of America. It helps Trump that the other side just does not get it. All of our elites treat free trade and explain that cheap imports make everyone a winner according to economic theory. But in actual practice, we’ve lost tens of thousands of factories and millions of dollars to foreign trade. Heartland has been devastated. Maybe elites really believe no one loses or maybe they don’t worry about it too much because they think they are among the winners.
The sheer size of the U.S. trade deficit shows something has gone badly wrong. The most developed country in the world should be exporting capital to less developed countries. Instead, the United States is importing more than $500 billion every year. That money flows into financial assets, distorts our economy in favor of more banking and more financial’s asian and gives well-connected people who benefit a reason to defend the status quo. But not everyone benefits, and the Trump voters know it.
Trump voters are also tired of war. We have been at war for 15 years and we have spent more than $4.6 trillion. More than 2 million people have lost their lives and more than 5000 american soldiers have been killed. But we have not one. The Bush administration promised $50 billion could bring democracy to Iraq. Instead, we squandered 40 times as much to bring about chaos. Even after these bipartisan failures, the democratic party is more hawkish today than at any time since it began the war in Vietnam. Harking back to the no-fly zone Bill Clinton enforced over Iraq before Bush costs failed war, now Hillary Clinton has called for a no-fly zone over Syria. Incredibly, that would be a mistake even more reckless than invading Iraq. Since most of the planes flying over Syria are russian planes, Clinton’s proposed course of action would involve us in a messy civil war — it would risk a direct nuclear conflict.
What explains this eagerness to escalate a dangerous situation? How could Hillary Clinton be so wildly overoptimistic about the outcome of work?
I would suggest it comes from a lot of practice. For a long time, our elites have been in the power a long time, our elites have been in the habit of denying difficult realities. That is how bubbles form. Wherever there’s a hard problem but people want to believe in an easy solution, they will be tempted to deny reality and inflated bubble. Something about the experience of the baby boomers, whose lives have been so much easier than their parents or their children has led them to buy into bubbles again and again. The trade bubble says everyone is a winner. The war bubble says victory is just around the corner, but these overoptimistic stories simply have not been true and voters are tired of being lied to.
It was both insane and somehow inevitable that D.C. insiders expected this election to be a rerun between the two political dynasties who let us through the two most gigantic financial bubbles of our time. President George W. Bush presided over the inflation of the housing bubble so big that it’s collapse is still causing economic stagnation today. But what is strangely forgotten is that the last decade housing bubble was just an attempt to make up for the gains that have been lost the decade before that. In the 1990’s, President Bill Clinton presided over an enormous stock market bubble and devastating crash in 2000 just as his second term was coming to an end. That is how long the same people have been pursuing the same disastrous policies.
Now that someone different is in the running, someone who rejects the stories that tell us everything is fine, his larger-than-life persona attracts a lot of attention. Nobody would suggest Donald Trump is a humble man. But the big things, he is right about an amount to a much-needed dose of humility. he has questioned the poor — the core concept of american exceptionalism.
He doesn’t think the force of optimism alone can change reality without hard work. Just as much as is is about making America great, Trump’s agenda is about making America a normal country, a normal country does not have a half trillion dollar trade deficit. A normal country does not fight five simultaneous undeclared wars.
In a normal country, the government actually does its job. Today, it is important to recognize the government has a job to do. Voters are tired of hearing conservative politicians saying government never works. They know government was not always this broken. The Manhattan Project, the Interstate Highway System, the Apollo Program, whatever you think of these ventures, you cannot doubt the competence of the government that got them done, but we have fallen very far from that standard. We cannot let free-market ideology serve as an excuse for decline.
No matter what happens in this election, what Trump represents is not crazy and it’s not going away. He points toward a new republican party be on the dogmas of reaganism. He points beyond the remaking of one party to a new american politics that overcomes nile, rejects bubble thinking and reckons with reality. When the distracting spectacles of this election season are over and the history of our time is written, the only important question will be whether or not that new politics came too late. Thank you.»
http://www.zerohedge.com/news/2016-10-31/what-trump-represents-not-crazy-and-not-going-away-peter-thiel-full-transcript

Il mondialismo è una psicosi religiosa collettiva

26 ottobre 2016

Il mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) è il nostro “Nightmare of Moloch”.

Capirlo bene, analizzarlo bene, è essenziale.

Molti, non capendo di quale natura sia il mostro, il cancro che ci minaccia, pensano che la vittoria elettorale di Hillary Clinton (l’alfiere del mondialismo) non implichi una guerra nucleare tra NATO e Russia, pensano incredibilmente che con la guerrafondaia Hillary Clinton sia possibile la pace tra Occidente e il resto del genere umano, argomentando che la guerra nucleare è contro la Ragione.

Un esempio di questi è Giulietto Chiesa, come ho riportato in un post precedente:

«A Giulietto Chiesa sfugge evidentemente la totale irrazionalità del mondialismo, il suo essere totalmente contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come ho più e più volte spiegato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/16/la-russia-avverte-gli-americani-votate-trump-o-guerra-nucleare/

La verità è che il mondialismo è una psicosi religiosa collettiva.

Nella storia si trovano altri casi di psicosi religiosa collettiva, p.e. la caccia alle streghe.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La Russia avverte gli americani: votate Trump o guerra nucleare

16 ottobre 2016

Leggo su wallstreetitalia.com quest’articolo del 13 ottobre 2016:

Alleato Putin agli americani: “Votate Trump o sarà catastrofe nucleare”

«In un’intervista alla Reuters, Zhirinovski, che è anche vicepresidente della Duma di Stato, ha usato toni durissimi:

Gli americani che voteranno l’8 novembre per il presidente devono capire che stanno votando per la pace sul pianeta terra, se votano Trump. Ma se votano Hillary, sarà guerra. E sarà una guerra breve: ci saranno Hiroshima e Nagasaki ovunque”, ha detto il politico, minacciando una catastrofe nucleare.»

http://www.wallstreetitalia.com/news/leader-politico-russo-agli-americani-votate-trump-o-sara-catastrofe-nucleare/

Infatti la Reuters ha pubblicato il 12 ottobre:

Putin ally tells Americans: vote Trump or face nuclear war

«”Relations between Russia and the United States can’t get any worse. The only way they can get worse is if a war starts,” said Zhirinovsky, speaking in his huge office on the 10th floor of Russia’s State Duma, or lower house of parliament.

“Americans voting for a president on Nov. 8 must realize that they are voting for peace on Planet Earth if they vote for Trump. But if they vote for Hillary it’s war. It will be a short movie. There will be Hiroshimas and Nagasakis everywhere”…

…Though Putin and Trump have never met, Zhirinovsky said he believed they could establish a close working relationship, adding: “Victory for Trump would be a gift to humanity. But if Hillary Clinton wins it will be the last U.S. president ever.”»

http://www.reuters.com/article/us-usa-election-russian-trump-idUSKCN12C28Q

Leggo però su intelligonews.it quest’articolo del 13 ottobre:

Giulietto Chiesa svela: “Macchè guerra mondiale, è una strategia dell’Occidente per nascondere la vera sconfitta”

«“L’idea di un conflitto mondiale può venire in mente solo a dei dementi”. “E’ l’Occidente che sta facendo un grande fragore e rumore di spade perché vuole nascondere la sua fondamentale sconfitta politica e militare. Sta fallendo il disegno del Pentagono e della Cia di riaffermare il loro dominio su scala planetaria. La sconfitta subìta dall’Occidente è la sconfitta in Siria”. Analisi senza sconti che Giulietto Chiesa, giornalista, scrittore ed esperto di scenari geopolitici, argomenta nella conversazione con Intelligonews sui “venti di guerra” tra Washington e Mosca.

La Russia sta preparando la guerra? Si parla di scorte, di rifugi anti-atomici: siamo davvero a un passo dal conflitto mondiale e potrebbe accadere dopo le elezioni americane?

“L’idea di un conflitto mondiale può venire in mente solo a dei dementi. Porre il problema di un conflitto mondiale nel corso dei prossimi mesi, significa automaticamente dire che alla guida dell’Occidente ci sono dei dementi…»

http://www.intelligonews.it/articoli/13-ottobre-2016/50007/usa-russia-guerra-scorte-rifugi-anti-atomici-giulietto-chiesa-svela-macche-guerra-mondiale-e-una-strategia-dell-occidente-per-nascondere-la-vera-sconfitta

Perché, cos’altro sono coloro che guidano l’Occidente se non dementi?

Cos’altro sono l’Unione Europea e l’euro se non progetti ideati da dementi?

Cos’altro è il progetto di eliminare lo Stato (che è una necessità razionale, un universale culturale, come ho più e più volte spiegato) se non un progetto ideato da dementi?

A Giulietto Chiesa sfugge evidentemente la totale irrazionalità del mondialismo, il suo essere totalmente contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come ho più e più volte spiegato.

La verità, come ho scritto in un precedente post, è che è difficile accettare tutto questo:

«Insomma, dovremmo accettare che l’élite dell’Occidente, vale a dire la crème de la crème dell’umanità, è stata ed è costituita, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, da emeriti imbecilli (o fanatici religiosi, è lo stesso)…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/10/07/cio-che-e-difficile-accettare/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ciò che è difficile accettare

7 ottobre 2016

Viviamo, noi tutti, sia occidentali che non occidentali, in uno strano periodo della storia.

C’è una gigantesca rivoluzione in atto, la rivoluzione mondialista, che vuole spazzare via lo Stato dalla faccia della terra, e i media mainstream non ne parlano affatto.

È una rivoluzione strisciante e mascherata che per il momento interessa solo l’Occidente (Stati Uniti d’America ed Europa), ma che vuole estendersi al resto del mondo, allo stesso modo di un cancro che vuole estendersi a tutto il corpo in cui si trova.

E la NATO è la sua spada.

Certamente non parlarne è una precisa strategia della propaganda mondialista, ma allora perché i paesi non occidentali non ne parlano?

Non hanno capito di cosa si tratta oppure anche la loro è una precisa strategia?

La verità, io credo, è che è difficile accettare la stupidità e l’irrazionalità della rivoluzione mondialista, qualità negative che sono la diretta conseguenza dell’origine religiosa del mondialismo, qualità negative che poi danno ovviamente esiti negativi, anzi catastrofici.

Un esempio lampante è l’euro.

Che non è solo una faccenda tecnica di economisti, è ben altro, è il prodotto più avanzato del mondialismo.

L’adozione dell’euro non può essere spiegata solo in termini di scienza economica.

Perché tale adozione è stupida e irrazionale, quindi ha poco o nulla a che fare con la scienza.

Il fatto è che il mondialismo, avendo un’origine e una natura religiose, è contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come ho più e più volte mostrato.

In un mio precedente post ho preso a paragone il suicidio di massa del Tempio del popolo di Jim Jones.

Già è difficile accettare la stupidità e l’irrazionalità di quest’ultima vicenda (personalmente provo sgomento se focalizzo la mia attenzione su di essa), figuriamoci se si tratta invece di un fenomeno, il mondialismo, che interessa tutto l’Occidente, ossia il sale della terra e la luce del mondo (almeno così esso si considera).

Insomma, dovremmo accettare che l’élite dell’Occidente, vale a dire la crème de la crème dell’umanità, è stata ed è costituita, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, da emeriti imbecilli (o fanatici religiosi, è lo stesso):

«Like many in my generation I returned from World War II believing a new international architecture had to be erected and that the United States had a moral obligation to provide leadership to the effort.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 406)

La prima riunione del Bilderberg si tenne infatti nel 1954.

Questa è la tragica realtà ed è difficile accettarla.

Molto difficile.

Ma prima o poi noi tutti saremo obbligati a farlo.

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Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

25 gennaio 2016

Un eccezionale ritrovamento di scheletri umani preistorici in Kenia, i resti degli scheletri di diversi cacciatori-raccoglitori risalenti all’inizio dell’Olocene, che presentano evidenti segni di morte violenta, dà la prova che: «warfare was part of the repertoire of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers».

Lo studio è stato pubblicato il 21 gennaio 2016 su Nature:

Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya

M. Mirazón Lahr, F. Rivera, R. K. Power, A. Mounier, B. Copsey, F. Crivellaro, J. E. Edung, J. M. Maillo Fernandez, C. Kiarie, J. Lawrence, A. Leakey, E. Mbua, H. Miller, A. Muigai, D. M. Mukhongo, A. Van Baelen, R. Wood, J.-L. Schwenninger, R. Grün, H. Achyuthan, A. Wilshaw & R. A. Foley

«The nature of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers remains disputed, with arguments in favour and against the existence of warfare before the development of sedentary societies1, 2. Here we report on a case of inter-group violence towards a group of hunter-gatherers from Nataruk, west of Lake Turkana, which during the late Pleistocene/early Holocene period extended about 30 km beyond its present-day shore3. Ten of the twelve articulated skeletons found at Nataruk show evidence of having died violently at the edge of a lagoon, into which some of the bodies fell. The remains from Nataruk are unique, preserved by the particular conditions of the lagoon with no evidence of deliberate burial. They offer a rare glimpse into the life and death of past foraging people, and evidence that warfare was part of the repertoire of inter-group relations among prehistoric hunter-gatherers.[il corsivo è mio]»

http://www.nature.com/nature/journal/v529/n7586/full/nature16477.html

La notizia è stata ampiamente riportata dalla stampa, vedi per esempio qui:

Kenya, la prima strage di uomini della storia avvenne 10mila anni fa
La prova definitiva nel ritrovamento a Nataruk di resti di uomini, donne e bambini catturati e uccisi. E ci si interroga sulle origini della guerra

«Studio alimenta il dibattito sulle origini della guerra – Le origini della guerra sono un tema controverso, che tocca l’essenza della natura umana: siamo nati con la capacità innata di violenze organizzate, come i nostri cugini scimpanzè, o sono le circostanze che ci convincono a ricorrervi? Alcuni antropologi sostengono che la guerra è nata insieme al concetto di proprietà, a sua volta comparso quando gli uomini sono diventati sedentari e agricoltori. Ma il nuovo studio dimostrerebbe che la guerra esisteva già 10mila anni fa, quando l’uomo era ancora nomade.»

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/kenya-la-prima-strage-di-uomini-della-storia-avvenne-10mila-anni-fa_2155766201602a.shtml

Il suddetto studio smentisce le idiozie di John Locke e di Jean-Jacques Rousseau sullo stato di natura, idiozie su cui sono basate le ideologie antistato come il mondialismo e l’europeismo, mentre conferma le tesi di Thomas Hobbes e di Charles Darwin, vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Oggi più che mai risulta evidente che il mondialismo e l’europeismo, ossia le ideologie antistato, sono contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica, come del resto ho sempre sostenuto.

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Intellettuali russi, svegliatevi!

4 gennaio 2016

Ho già scritto in post precedenti di Alexander Dugin, del quale approvo (ovviamente) la ferma opposizione al mondialismo, ma del quale disapprovo diverse altre idee, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/alexander-dugin/

Leggo oggi su Sputnik di un altro intellettuale russo, Iskander Valitov.

Anch’egli è contro il mondialismo:

«È il momento di agire e di scoprire le carte. Noi non siamo d’accordo con la loro versione dell’ordine mondiale. Siamo disposti a sostenere chiunque, non importa dove, sia pronto a contrapporsi al loro progetto di assetto mondiale. Noi proteggeremo gli Stati, non importa quali, non importa che ordinamento abbiano, non importa quale sia la loro confessione religiosa. Costringeremo alla pace chiunque attenterà alla sovranità dei nostri vicini, anche se è qualcuno nutrito dalla potenza egemone. E questa nostra posizione ha il suo fondamento finale di forza in questo: abbiamo la parità missilistico-nucleare con la potenza egemone.»

http://it.sputniknews.com/zinoviev_club/20160103/1829496/operazione-russia-sirria.html

Il problema è che, allo scopo di legittimare intellettualmente la lotta al mondialismo, egli elabora tesi tanto ridicole quanto inutili, vedi qui:

http://it.sputniknews.com/zinoviev_club/20150524/433112.html

e qui:

http://it.sputniknews.com/opinioni/20150527/448577.html

C’è bisogno di rinnegare nientepopodimeno che Darwin per sostenere la necessità dello Stato?

C’è bisogno di rinnegare la Weltanschauung scientifica (perché Darwin è un caposaldo irrinunciabile di essa) per sostenere che l’ideologia mondialista è un’aberrazione?

Intellettuali russi, svegliatevi!

Vladimir Putin si sta efficacemente opponendo al mondialismo proprio grazie alle armi che gli fornisce la scienza!

Cosa volete fare, lo volete disarmare?

Volete disarmare la Russia?

E ricordatevi del vostro Pietro il Grande, veramente uno degli uomini più grandi di tutti i tempi: senza di lui non sapreste oggi costruire navi da guerra o sottomarini nucleari.

Sarebbe inimmaginabile qualsiasi vostra opposizione al mondialismo.

Personalmente ho formulato quattro teorie interdipendenti (una teoria dello Stato, la teoria unificata delle ideologie antistato, una teoria del Cristianesimo e una teoria dell’anomalia italiana) che, fra le altre cose, spiegano anche il motivo per cui il mondialismo è un’aberrazione.

Non c’è bisogno di niente altro, né tantomeno di rinnegare la Weltanschauung scientifica.

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E l’intellighenzia USA che fa?

15 ottobre 2015

L’Occidente è oppresso da un’ideologia ufficialmente negata: il mondialismo (in inglese globalism).

E l’intellighenzia statunitense che fa?

Che aspetta a far sentire la sua voce?

Ha forse abdicato alla sua funzione?

Oppure non si accorge affatto della contraddizione tra la Weltanschauung scientifica (ossia la Ragione) e il mondialismo?

Vedi a questo proposito:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/05/la-menzogna-senza-fine-delloccidente/

Se il mondialismo vincesse, la Weltanschauung scientifica verrebbe prima o poi sostituita dall’oscurantismo.

È questo che vuole l’intellighenzia USA?

È questo che vuole l’élite intellettuale statunitense?

Non posso crederci.

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