Posts Tagged ‘mondialismo’

I mondialisti non si rassegnano e rilanciano con la caccia al molestatore

14 dicembre 2017

È iniziata la caccia al molestatore, il nuovo ploy dei mondialisti per tentare di abbattere Donald Trump e imporre così al popolo degli Stati Uniti d’America la povertà (cioè l’ultracapitalismo), l’invasione islamica/terrorismo islamico e la guerra nucleare con la Russia, che sono le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per altri ploys del mondialismo vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/29/alcuni-stratagemmi-del-mondialismo/

Questo ploy potrebbe anche funzionare in un paese puritano come gli Stati Uniti d’America, un paese dove nel 1692, vale a dire nove anni prima che iniziasse il Secolo dei Lumi, vale a dire due anni prima che nascesse Voltaire (1694-1778), ci fu il processo delle streghe di Salem.

Infatti il 12 dicembre 2017 Roy Moore, il candidato repubblicano alle elezioni in Alabama, è stato sconfitto.

Egli nella campagna elettorale è stato accusato di aver molestato delle minorenni quando aveva poco più di 30 anni (oggi ne ha 70).

Wikipedia in lingua inglese ci informa del curriculum vitae di Roy Moore:

«Judge for the Sixteenth Circuit Court of Alabama», carica elettorale che ricoprì dal 1992 al 2000.

«Chief Justice of the Supreme Court of Alabama», carica elettorale che ricoprì dal 2001 al 2003, in quanto fu rimosso «for refusing a federal court’s order to remove a marble monument of the Ten Commandments which he had installed in the lobby of the Alabama Judicial Building.»

di nuovo «Chief Justice of the Supreme Court of Alabama», eletto nel 2013, ma sospeso nel 2016 «for directing probate judges to continue to enforce the state’s ban on same-sex marriage although the US Supreme Court had ruled this to be unconstitutional.»

https://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Moore

Quindi egli è stato eletto almeno tre volte a cariche pubbliche (e ben due volte è stato rimosso o sospeso per le sue forti convinzioni religiose cristiane).

Perché solo adesso egli è stato accusato di aver molestato delle minorenni quando aveva poco più di 30 anni?

Perché non è stato accusato nelle precedenti elezioni?

Ecco cosa riporta Euronews nell’articolo intitolato USA: Roy Moore si difende dalle accuse di molestie:

«“Non ho offerto bevande alcoliche, birra o altro ad una minorerenne. Non sono stato colpevole di comportamenti sessuali con nessuno. Queste accuse sono arrivate solo quattro settimane e mezzo prima delle elezioni generali del 12 dicembre. Perché proprio adesso?”
Moore, al momento delle accuse, conduceva la corsa per lo scranno di senatore con un vantaggio di 12 punti sul suo avversario, il democratico Doug Jones.»

http://it.euronews.com/2017/11/12/usa-roy-moore-si-difende-dalle-accuse-di-molestie

È di ieri 13 dicembre la notizia che il pastore evangelico e deputato repubblicano Dan Johnson, accusato di molestie (dalla stampa, cioè dal Kentucky Center for Investigative Reporting, non dalla polizia), si è suicidato.

Ecco cosa riporta Wikipedia in lingua inglese:

«On December 11, 2017, Johnson was accused of having molested a member of his church on New Year’s Eve of 2012 when she was 17 years old.[6][7] [il neretto è mio] Although the Republican Party of Kentucky requested his resignation,[8] Johnson refused to resign, claiming the allegations were untrue and were politically motivated.[9]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Dan_Johnson_%28Kentucky_politician%29

Andiamo a vedere le fonti citate da Wikipedia in lingua inglese:

6. Eltagouri, Marwa (13 December 2017). “Accused of molesting a teenage girl, Kentucky lawmaker refuses to resign”. Retrieved 14 December 2017 – via washingtonpost.com.

Ecco cosa dice l’articolo dell’Washington Post:

«Louisville Metro police said they closed the case after investigating the allegations, according to KyCIR [Kentucky Center for Investigative Reporting].»

https://www.washingtonpost.com/news/powerpost/wp/2017/12/12/accused-of-molesting-a-teenage-girl-kentucky-lawmaker-refuses-to-resign/

7. “Lawmaker Who Once Compared Obama to a Monkey Accused of Sexual Assault”. Time. Retrieved 14 December 2017.

Ecco cosa dice l’articolo del Time:

«The Kentucky Center for Investigative Reporting quotes Maranda Richmond as saying she has asked Louisville police to reopen an investigation of Dan Johnson…

…Richmond says Johnson assaulted her in 2012. She says she reported it to police in 2013, but the case was closed without charges.»

http://time.com/5059817/dan-johnson-sexual-assault-accusation/

Ma che cos’è il Kentucky Center for Investigative Reporting?

«The Kentucky Center for Investigative Reporting is a nonprofit, nonpartisan newsroom based in Louisville, Ky. We produce investigative journalism that affects you, your neighborhood, your Commonwealth.»

http://kycir.org/about/

Questo però non è «investigative journalism», questo è un vero e proprio linciaggio, visto che la polizia ha chiuso il caso senza procedere contro Dan Johnson.

Prima di suicidarsi egli ha scritto un post commovente su Facebook, che non è più visibile (perché furbescamente Facebook, il turpe organo dei mondialisti, l’ha fatto sparire), ma è possibile leggerlo qui:

www.nytimes.com/2017/12/13/us/dan-johnson-kentucky-suicide.html

Eccone alcune frasi significative:

«The accusations from NPR are false God and only God knows the truth, nothing is the way they make it out to be. AMERICA will not survive this type of judge and jury fake news [il neretto è mio]…

…Only Three things I ask of you to do, if you love me is (1) blame no person, Satan is the accuser, so blame the Devil himself. (2) Forgive and love everyone especially yourself. (3) most importantly, LOVE GOD…».

I mondialisti hanno compiuto l’ennesima infamia.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Dopo un anno di governo Donald Trump ha vinto

12 dicembre 2017

Nonostante che il Congresso degli Stati Uniti d’America, una delle più potenti incarnazioni del mondialismo, alla fine di luglio abbia votato quasi all’unanimità per mantenere e inasprire le sanzioni alla Russia (che è il campione dei paesi nazionalisti), oggi Donald Trump ha vinto.

Ed ha vinto perché con grande intelligenza, sapiente strategia e tenace determinazione (altro che le ridicole accuse di incompetenza, imprevedibilità e avventatezza da parte della propaganda mondialista) ha realizzato tre punti fondamentali del suo programma nazionalista (sui quali ovviamente incasserà, come prevede la forma di governo democratica, il sostegno e i voti dei suoi elettori):

1) la riforma fiscale votata dal Congresso, che produrrà molti nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti d’America, contrastando così la criminale politica ultracapitalista dei mondialisti, che vuole affamare il popolo statunitense (“We the People of the United States…”)

2) il muslim ban, che è stato autorizzato dalla Corte Suprema, cioè dal potere giudiziario degli Stati Uniti d’America

3) il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Questa è una lucidissima strategia nazionalista, che si oppone a due di quelle che io ho indicato come le tre caratteristiche necessarie del mondialismo, cioè i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà (causata dall’ultracapitalismo mondialista)

2) invasione islamica e terrorismo islamico (perché l’islamizzazione dell’Occidente è uno dei mezzi usati dal mondialismo per eliminare lo Stato)

3) guerra, anche nucleare, contro la Russia nazionalista (il programma di Hillary Clinton, il Darth Vader del mondialismo).

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è ovvio che l’antiglobalista Donald Trump, come comandante in capo delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America, non permetterà mai la guerra contro l’antiglobalista Vladimir Putin, perché hanno entrambi lo scopo di sconfiggere il mondialismo.

Ho scritto delle tre caratteristiche necessarie del mondialismo in un mio post del 2016:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo

Per quanto riguarda Gerusalemme, ho scritto molte volte dell’esigenza capitale nella lotta al mondialismo di schierarsi dalla parte dello Stato d’Israele, e ciò per vari motivi, ma soprattutto perché:

1) il mondialismo non ha origine e natura ebraiche, ma bensì cristiane (come mostrato non solo da me, ma anche da Norberto Bobbio)

2) il mondialismo è filoislamico, dato che usa masse islamiche per eliminare in Occidente lo Stato

3) è fondamentale delegittimare gli ebrei internazionalisti e ciò lo possono fare meglio di tutti gli ebrei nazionalisti, cioè i sionisti.

Come ho scritto in un precedente post:

«Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

In conclusione, Donald Trump sta realizzando ciò che io ho sempre scritto a proposito del mondialismo.

God bless Donald Trump.

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President Donald Trump delivers remarks on Wednesday, March 15, 2017, at the American Center for Mobility in Ypsilanti, Michigan. Official White House Photo by Shealah Craighead

By The White House from Washington, DC [Public domain], via Wikimedia Commons

Joe Biden e il Barone di Münchhausen

10 dicembre 2017

Joe Biden, il vicepresidente di Obama, ha affermato, senza vergogna alcuna, che il referendum costituzionale italiano dell’anno scorso, quello che defenestrò Renzi, fu manipolato da Putin.

L’élite mondialista racconta balle iperboliche degne del Barone di Münchhausen.

Essa sopravvaluta fortemente il potere della propaganda.

È un errore che fece anche Mussolini.

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Come disse Hegel

8 dicembre 2017

Ho letto in internet molti commenti alla decisione di Donald Trump su Gerusalemme e non ne ho trovato neanche uno che cogliesse nel segno.

Ho scritto la mia opinione sul vero motivo della decisione di Trump nel post del 6 dicembre e ne rimango ancora oggi, dopo due giorni, fermamente convinto, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

Come ho scritto ieri, in un altro post:

«La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.»

Il bello è che perfino chi nomina il mondialismo (anche detto globalismo) non riesce a capire il vero motivo della decisione di Trump e questo perché in genere si pensa che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche (io non la penso affatto così).

Ma non è stupefacente?

Insomma, abbiamo davanti a noi un uomo, un leader regolarmente e legalmente eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America (certo, è colpa di Putin, che ha ipnotizzato gli elettori americani! oppure è colpa degli alieni!), il quale ha dichiarato a tutto il mondo, prima di essere eletto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

e anche:

«Americanism, not globalism, will be our credo.»

Quest’uomo ha una figlia (amatissima) e un genero (con il quale è in eccellenti rapporti) entrambi di religione ebraica (la figlia si è convertita all’Ebraismo prima di sposarsi).

Ebbene, si sono mai chiesti i molti nazionalisti antisemiti, cioè i nazionalisti che credono erroneamente che il mondialismo abbia origine e natura ebraiche, come sia possibile conciliare l’antiglobalismo di Donald Trump col fatto di avere la figlia e il genero entrambi ebrei?

Secondo le loro stupide teorie ciò sarebbe fortemente contraddittorio, anzi impossibile.

Ma come disse Hegel: «Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen, um so schlimmer für die Tatsachen», in inglese «When the facts do not agree with the theory, so much the worse for the facts», in italiano «Quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti».

Oggi quest’uomo, Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Possibile che nessuno, dico nessuno, tranne me, metta in relazione tale sua decisione con il suo antiglobalismo, il quale è stato dichiarato da lui stesso pubblicamente, davanti a tutto il mondo?

Che i mondialisti neghino tale relazione è ovvio e scontato, ma che la neghino i nazionalisti è stupefacente.

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By Jakob Schlesinger (1792-1855) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia Commons

Gli assurdi commenti alla decisione di Trump su Gerusalemme

7 dicembre 2017

Leggo la seguente perla in un articolo di Fulvio Scaglione pubblicato su linkiesta.it il 6 dicembre 2017 e intitolato Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump:

«Dal punto di vista della legittimità internazionale, insomma, l’annessione israeliana di Gerusalemme Est vale quanto l’annessione russa della Crimea: nulla.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/06/gerusalemme-capitale-distraele-la-mossa-di-trump-contro-iran-e-russia/36410/

Ecco a che livelli di assurdità si può arrivare quando ci si dimentica ciò che scrisse Hobbes nel 1651:

«E patti senza la spada non sono che parole…» (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (Bibbia Emmaus, pag. 2450).

Del resto l’intero articolo di Scaglione è un’assurdità, in che altro modo definire la tesi che «L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano», come recita il sottotitolo?

Posso ben immaginare quanto siano felici in Arabia Saudita per l’ambasciata americana a Gerusalemme e quanto adesso si sentano più vicini di prima a Israele!

Il vero motivo della decisione di Trump l’ho scritto nel mio post di ieri:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/06/donald-trump-promuove-il-nazionalismo-ebraico/

P.S.: perfino l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, scrive stupidaggini su questo argomento, vedi il seguente articolo (6 dicembre 2017):

Trump sceglie: Gerusalemme capitale di Israele

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-sceglie-gerusalemme-capitale-di-israele-19135

La verità è che, senza poter nominare il mondialismo (nessuno dei due articoli citati lo nomina), per via della censura mondialista, non si può scrivere altro che stupidaggini.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Donald Trump promuove il nazionalismo ebraico

6 dicembre 2017

Donald Trump, come aveva promesso in campagna elettorale, ha deciso il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele da parte degli Stati Uniti d’America.

Così facendo, egli intelligentemente promuove il nazionalismo ebraico, cioè il sionismo, a scapito degli ebrei internazionalisti.

Infatti la questione ebraica è la chiave di volta per sconfiggere il mondialismo.

Sostenere che l’ideologia mondialista abbia origine e natura ebraiche non solo vuol dire sostenere il falso (criterio di verità), come ho sempre mostrato nei miei scritti, è anche disastroso e fallimentare per la lotta contro tale delirante e criminale ideologia (criterio di utilità).

Purtroppo i nazionalisti antisemiti proprio non ci arrivano.

Ed è tragico che neanche si accorgono di essere filoislamici esattamente come i mondialisti.

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Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

3 dicembre 2017

Com’è ben noto, i nazionalisti, cioè coloro che sono contro il mondialismo (detto anche globalismo), l’ideologia distopica che vuole eliminare lo Stato ritenendolo irrazionalmente un’istituzione inutile e dannosa, sono spesso antisemiti.

Perché?

Perché essi ritengono, del tutto erroneamente, che il mondialismo sia di origine e natura veterotestamentarie, cioè ebraiche.

Una minoranza di nazionalisti non è affatto antisemita, come p.e. Donald Trump.

Tutto ciò che io ho scritto nel campo della scienza politica va in un’unica direzione: che il mondialismo (e tutte le altre ideologie antistato, vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) ha origine e natura neotestamentarie, cioè cristiane, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Del resto anche Norberto Bobbio, anche se non in modo esplicito, mostra di pensarla in questo modo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Anzi, come ho scritto più volte, il mondialismo, volendo usare l’islamizzazione dell’Europa prima e dell’Occidente intero poi come mezzo aggiuntivo (quello principale è l’ultracapitalismo) per eliminare lo Stato, è oggettivamente un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Basti pensare a ciò che predica da tempo l’attuale Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Il punto nodale della questione è che c’è oggi un confitto interno ebraico tra ebrei nazionalisti, cioè sionisti (il sionismo è il nazionalismo dello Stato d’Israele), ed ebrei internazionalisti, i quali non vogliono rinunciare alla tradizione di essere contro lo Stato, che, come ho già scritto più volte, non è un’ideologia antistato e non ha niente a che fare con l’Ebraismo, ma bensì è stata una tradizione necessaria a mantenere in vita il popolo ebraico e la religione ebraica dalla Diaspora fino alla creazione dello Stato d’Israele nel 1948, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

Inoltre c’è da aggiungere che esistono anche ebrei internazionalisti, come per esempio George Soros, Mark Zuckerberg, ecc. ecc., che sono tali perché si sono fatti plagiare e indottrinare dal mito della dannosità dello Stato, che è un mito proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale, nella quale essi sono sempre vissuti, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

Il conflitto interno non risolto che gli ebrei oggi hanno li pone oggettivamente in una situazione molto grave.

Infatti se vincesse il mondialismo, essi sarebbero perduti, come ho scritto sopra.

E se vincesse il nazionalismo essi non starebbero comunque in una situazione ottimale, perché nulla fanno per smentire quei nazionalisti, e sono la maggior parte, che li incolpano di essere la causa del mondialismo.

Perché nulla fanno?

Il popolo ebraico ha perso il suo proverbiale amore per la Ragione?

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Anche per Diego Fusaro il mondialismo è un complotto ebraico

1 dicembre 2017

Per capire ciò è sufficiente leggere questo suo articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano l’1 settembre 2017:

Elogio dell’islam e del cristianesimo contro il fanatismo del mercato

«…L’onnimercificazione quale fondamento del mondialismo economico classista non può non entrare in contrasto con il patrimonio simbolico ed etico della trascendenza racchiuso nel monoteismo cristiano e in quello islamico, portatori di un senso solidaristico e comunitario, trascendente e sacro, fecondamente eccedente rispetto a quello nichilistico e immanente del valore di scambio. La “deteologizzazione della vita pubblica” , come l’ha qualificata Carl Schmitt, procede di conserva con la deeticizzazione del mondo della vita, di cui è espressione di primaria importanza…

…Se, come scriveva Ezra Pound (Cantos, 97), la sacertà del tempio risiede nella sua irriducibilità a oggetto di commercio (the temple is holy because it is not for sale), è lampante per quali ragioni l’integralismo economico debba annientare ogni forma di sacro e ogni idea di trascendenza, affinché tutto possa essere mercificato e non vi sia valore trascendente altro rispetto all’immanenza nichilistica del piano liscio del mercato, strutturalmente senza alto né basso, senza giusto né ingiusto, senza bene né male…»

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/01/elogio-dellislam-e-del-cristianesimo-contro-il-fanatismo-del-mercato/3830418/

Non occorre essere un genio per capire che Diego Fusaro ce l’ha con l’Ebraismo, peraltro mai nominato nell’articolo.

Insomma, siamo alle solite: il mondialismo è un complotto ebraico.

È tutta colpa degli ebrei.

Che tristezza.

Vorrei chiedere a Diego Fusaro:

perché le teste coronate di quasi tutti i Regni d’Europa (a quanto risulta, di tutti i Regni d’Europa tranne che dei Regni di Svezia e di Danimarca) hanno partecipato e partecipano alle riunioni del Gruppo Bilderberg?

Perché la Casa d’Orange-Nassau, l’attuale famiglia reale dei Paesi Bassi, prima con il Principe Bernardo (marito della Regina Giuliana), poi con la Regina Beatrice e infine con il Re Guglielmo Alessandro, è stata sempre, fin dal 1954, lo sponsor principale del Gruppo Bilderberg (insieme a David Rockefeller)?

I Reali d’Europa non sono cristiani?

Perché Papa Bergoglio si comporta come si comporta?

Papa Bergoglio non è cristiano?

Sarebbe ora di non usare più capri espiatori e di affermare ad alta voce che il mondialismo è un delirio culturale del Cristianesimo occidentale (sia cattolico che protestante).

La Ragione ci dice che per combattere efficacemente il mondialismo è fondamentale sapere cosa esso sia veramente.

Per approfondire:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/28/per-una-visione-storica-del-mondialismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

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Anche i russi sparano scemenze sullo Stato

29 novembre 2017

Leggendo un vecchio articolo di RT scritto da Bryan MacDonald e intitolato George Soros’ world is falling apart – and he blames everyone but himself (7 gennaio 2017), mi imbatto in questa perla:

«In his op-ed, Soros tells us that his experiences in Britain and the United States taught him how “open societies” are the only ones which guarantee the safety of their people. Indeed, the Hungarian may be right about this [il neretto è mio]. However, where he has long failed is in understanding the reasons why some countries are not ready for the kind of liberalism he espouses.»

https://www.rt.com/op-edge/372921-soros-eu-democracy-putin-merkel/

Nella traduzione italiana:

«Nel suo editoriale, Soros scrive che le sue esperienze in Gran Bretagna e negli Stati Uniti gli hanno insegnato che le “società aperte” sono le uniche che possano garantire la sicurezza delle persone. In effetti, su questo l’Ungherese ha pienamente ragione [il neretto è mio]. Tuttavia, continua a non comprendere i motivi per cui alcuni paesi non sono pronti per quel tipo di liberalismo che lui ha in mente.»

https://comedonchisciotte.org/il-mondo-di-george-soros-sta-cadendo-a-pezzi-e-lui-incolpa-tutti-tranne-che-se-stesso/

Davvero «le “società aperte” sono le uniche che possano garantire la sicurezza delle persone»?

Se così fosse, George Soros sarebbe un benefattore dell’umanità, un eroe, un santo!

Ma purtroppo non è affatto così, trattasi invece di un delirio culturale che si chiama mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), delirio culturale che è proprio e peculiare della cultura cristiana occidentale.

Il mondialismo è l’ennesima e la più letale delle ideologie antistato (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato), il cui creatore fu Henri de Saint-Simon (1760-1825), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

Infatti lo scopo del mondialismo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia delle terra usando questi tre mezzi: 1) ultracapitalismo e quindi povertà del popolo 2) invasione islamica/terrorismo islamico 3) guerra, anche nucleare.

Che poi alcuni ebrei come George Soros si siano fatti stupidamente plagiare e indottrinare da questo delirio culturale di origine neotestamentaria (che è oggettivamente un’ideologia antisemita, un’ideologia che distruggerà il popolo ebraico) è tutto un altro discorso e di ciò ho scritto più volte in post precedenti, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/25/il-tragico-errore-dei-rabbini-americani/

Il punto che voglio sottolineare è che anche i russi sparano scemenze sullo Stato.

Infatti cos’è RT?

«RT, precedentemente chiamato Russia Today, è un canale satellitare russo diffuso a livello mondiale, il primo tra i canali televisivi della Russia completamente in digitale.

Russia today fa parte di un network di canali finanziati direttamente dal Cremlino (tramite l’agenzia statale RIA Novosti), per stessa volontà di Vladimir Putin, con lo scopo d’influenzare l’opinione pubblica straniera e migliorare la reputazione della Russia nel mondo[1].»

https://it.wikipedia.org/wiki/Russia_Today

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La propaganda mondialista italiana nega l’evidenza II

26 novembre 2017

Nel post precedente ho riportato la notizia che la Banca Centrale Europa (BCE) propone di eliminare la protezione dei conti correnti al di sotto di centomila euro.

In altre parole, secondo la proposta della BCE il bail-in riguarderà anche questi conti correnti, non solo quelli al di sopra di centomila euro (come fu imposto dall’Unione Europea a partire dal 2016).

Questo è scritto (anche se con un linguaggio legale oscuro e contorto) nel documento della BCE intitolato OPINION OF THE EUROPEAN CENTRAL BANK of 8 November 2017 on revisions to the Union crisis management framework, che è scaricabile qui:

www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/en_con_2017_47_f_sign.pdf

Ecco cosa riporta (in data odierna) Wikipedia in lingua italiana alla voce Salvataggio interno:

«Il salvataggio dall’interno o interno[1][2][3], in inglese bail-in, è una modalità di risoluzione di una crisi bancaria tramite l’esclusivo e diretto coinvolgimento dei suoi azionisti, obbligazionisti, correntisti.

La direttiva 2014/59/UE[4], in vigore dal 1º gennaio 2016, riforma le procedure attivabili dalle autorità di risoluzione nelle crisi bancarie…

Non possono essere toccati da prelievo forzoso i depositi fino a 100.000 euro, esclusi dal salvataggio interno, che invece rimangono tutelati dai fondi interbancari degli Stati membri[5] [il neretto è mio]…»

https://it.wikipedia.org/wiki/Salvataggio_interno

Del resto è inevitabile che il bail-in venga applicato in futuro a tutti i conti correnti: se lo scopo del mondialismo è quello di eliminare lo Stato (l’Open Society questo è: una società senza Stato), è evidente che non potrà più esistere il bail-out, cioè il salvataggio delle banche da parte dello Stato.

In altre parole il bail-in per tutti i conti correnti è nella logica del mondialismo, che è la più letale delle ideologie antistato, vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Ebbene, cosa fa la propaganda mondialista italiana a tale proposito?

Nega, come sempre, l’evidenza, ricorrendo a una narrazione che è l’esatto contrario della realtà, vedi p.e. questo articolo di Mario Margiocco (26 novembre 2017):

Germania ed Europa: cosa succede adesso

I tedeschi faticano a vedere i vantaggi, enormi, che hanno ricevuto dall’Europa e ne vedono solo gli svantaggi. Lo stallo politico e il vento neo-nazionalista potrebbero così distruggere definitivamente la sua ala europeista.

«…Si è diffusa anche in Italia l’idea miope a nostalgica che le vecchie nazioni europee possano ciascuna badare a se stessa, mantenendo, ma in calando, quel tanto di “area di libero scambio” che era il Mec e che ha preteso di diventare un’Unione. L’euro resta un ostacolo per questo neo-nazionalismo. E molti tedeschi sono convinti che un ritorno al marco, o un euro con l’Olanda e pochissimi altri, sarebbe meglio. Decine di milioni però di francesi, italiani, spagnoli e altri pensano che i risparmi siano più sicuri in euro [il neretto è mio]…»

http://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2017/11/26/germania-europa-merkel/215951/

«Decine di milioni però di francesi, italiani, spagnoli e altri pensano che i risparmi siano più sicuri in euro»?

Come no, soprattutto con il bail-in esteso a tutti i conti correnti bancari!

È facile prevedere che prima o poi l’abisso tra la realtà e la propaganda mondialista presenterà il conto.

E non sarà qualcosa di indolore.

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