Archive for febbraio 2017

In Occidente negare la realtà non funziona

27 febbraio 2017

Negare la realtà è la grande trovata dei cattolici tradizionalisti: essi sostengono che il Cristianesimo non c’entra nulla con il mondialismo e che anzi ne è nemico dichiarato.

Vedi invece la mia teoria unificata delle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/04/il-mondialismo-la-parusia-intermedia-e-la-teoria-dei-memi/

Uno di costoro è Maurizio Blondet, il quale, pur scrivendo a volte cose vere e intelligenti (e ciò, a mio parere, è un’aggravante piuttosto che un’attenuante), cerca sempre capri espiatori del mondialismo, al fine di scagionare il Cristianesimo e il Papato dalla colpa di essere l’origine della catastrofe che oggi sta avvenendo in Italia e nell’Occidente intero.

Purtroppo per lui ha davanti Papa Bergoglio, che è campione autentico del millenarismo cristiano.

E non c’è niente da fare, anzi è proprio il caso di dire: non ci sono santi che tengano!

Lo ha perfino scritto un accademico gesuita, James V. Schall, ex Professor di Political Philosophy alla Georgetown University, in un suo articolo del 2015 intitolato infatti Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto, di cui possiamo leggere le seguenti frasi:

«…Whatever else might be said of other papal address in Bolivia, this one at Santa Cruz was pure Bergoglio. It contains his vision of the world and what is wrong with it. He is telling us—not asking our opinions. He has already made his conclusions. It is what I would call a very apocalyptic and utopian address. It describes both how terrible things are and how idyllic they can be. There is little room for a common sense middle, for a view that the world might just go on its own way as it has for millennia. It was a “second commandment” (“love thy neighbor”) and not a “first commandment” (“Seek ye first the Kingdom of God”) exhortation. It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [in italiano Gioacchino da Fiore e Agostino d’Ippona, ossia Sant’Agostino]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

http://www.catholicworldreport.com/Item/4051/

apocalyptic_and_utopian_on_pope_francis_bolivian_manifesto.aspx

Come ho scritto in un precedente post:

«E la Chiesa di Roma oggi ha disotterrato l’ascia di guerra, è (ri)diventata apocalittica con Papa Bergoglio, che non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il noto millenarista medievale.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/22/lo-psicodramma-delloccidente-il-vissuto-rimosso-che-ritorna/

Blondet arriva al punto di argomentare, nel suo articolo intitolato Non criticherò più El Papa. E’ inutile. (14 gennaio 2016):

«Francesco è massone? Lo affermano alcuni siti. Lo fa’ pensare il comunicato ufficiale con cui il Grande Oriente d’Italia, a firma del suo gran maestro Giuliano Raffi, il 23 marzo 2013 – poche ore dopo l’elezione dell’argentino – già proclamava che “con Papa Francesco nella Chiesa nulla sarà più come prima”…

…Ma non è necessario sospettare in Bergoglio un massone. Basta vedere quello che è: un modernista.»

http://www.maurizioblondet.it/non-critichero-piu-el-papa-e-inutile/

Se fosse vero ciò che afferma Blondet, che Papa Bergoglio è un modernista, come si potrebbe mai spiegare il fatto che un modernista si riallacci a Gioacchino da Fiore, cioè a un millenarista medievale?

Ma stiamo scherzando?

Veramente i cattolici tradizionalisti arriverebbero ad affermare, senza vergognarsi affatto, che il bianco è nero e che il nero è bianco, pur di scagionare il Cristianesimo e il Papato dalla colpa di essere l’origine del mondialismo, come, del resto, di tutte le ideologie antistato.

Il punto nodale della questione è che essi pensano che in Occidente si possa combattere il mondialismo allo stesso modo in cui lo combatte il grande popolo russo: ribadendo la tradizione cristiana.

Ma la tradizione cristiana occidentale (sia quella cattolica che quella protestante) non è la tradizione cristiana ortodossa, né la cultura occidentale è la cultura russa.

Per fare degli esempi: nella tradizione cristiana cattolica c’è il millenarismo gioachimita (a cui oggi si riallaccia Papa Bergoglio) e in quella cristiana protestante c’è il puritanesimo inglese (a cui oggi si riallaccia l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo), che fu anch’esso animato dalla prescrizione millenarista di attuare sulla terra il Regno di Cristo.

Come ho scritto in un precedente post:

«Proprio per tale motivo ai russi non serve capire cos’è veramente il mondialismo e qual è la sua vera origine: essi si trovano in uno scenario privilegiato, nel quale, per poter resistere efficacemente al mondialismo, è sufficiente ribadire la tradizione cristiana ortodossa.

Agli occidentali questo assolutamente non basta, perché nella tradizione cristiana occidentale (sia in quella cattolica che in quella protestante) sono presenti storicamente cospicui elementi di eversione (dei quali Papa Bergoglio rappresenta la ricomparsa), senza contare poi che con John Locke, come ho mostrato in dettaglio più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

È imperativo quindi che l’Occidente capisca cos’è il mondialismo e qual è la sua origine.

Non c’è altra via di salvezza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

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Il fascismo, il futurismo e il mancato svaticanamento dell’Italia

25 febbraio 2017

«…Il Partito Futurista ha come unica religione l’Italia di domani, non ammette mezzi termini, esige senz’altro l’espulsione del Papato…

…Inutile enumerare le ragioni politiche che rendono indispensabile per l’Italia vittoriosa il liberarsi, al più presto, del Papato.

Cavour e Crispi e cento altri italiani hanno dimostrato come il Papato sia in tempo di pace un peso ingombrante e in tempi convulsi o guerreschi un nemico in casa o per lo meno una spia.

Io domando l’espulsione del Papato per sgombrare l’Italia dalla mentalità cattolica…

…Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro necessario urgente svaticanamento dell’Italia [il neretto è mio] o lo contrarierà?

That is the question, dear Wilson!…»

(Filippo Tommaso Marinetti, DEMOCRAZIA FUTURISTA – DINAMISMO POLITICO, 1919, Facchi Editore, Milano)

http://www.gutenberg.org/ebooks/author/7634

—————

«Dinanzi al tradimento di Achille Ratti italiano rinnegato che osa – mascherato da capo dei cattolici ma oramai da tempo operante manifestamente su terreno profano e politico – tentare la coalizione di tutti gli antifascismi del mondo, concretando così l’ennesimo appello dello Stato Pontificio allo straniero, contro la Patria; dinanzi alla imbecillità di quasi tutta la stampa italiana, sentiamo l’alto e irresistibile dovere, in qualità di intellettuali dal temperamento e dalla Fede fascista, di affermare:

1) Che è l’ora di tagliare con la spada il nodo gordiano di un grossissimo equivoco. I fascisti cattolici, cioè gli osservanti, sono una risibile minoranza. La maggioranza degli italiani non è osservante e quindi non appartiene ad alcuna chiesa…

…3) Tutto il Risorgimento è una lotta accanitissima, sanguinosissima, disperatissima, contro il prete che si alleò con tutti i nemici della Patria: l’Imperatore d’Austria, l’Imperatrice Eugenia, i Borboni.

Quattro sono gli uomini giganteschi che il popolo italiano adora in una semplice ma infallibile sintesi:

Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele.

Garibaldi fu in tutta la sua vita calunniato, perseguitato, schernito, denunciato dai preti. Per un miracolo, perché Iddio lo protesse, non fu assassinato dagli sgherri papalini lanciati infinite volte contro di lui…

…Ebbene: in nome di tutto il sangue versato dagli Italiani per l’Italia, osiamo – dopo una breve illusione di una possibile conciliazione – invocare dal Duce la denuncia del Concordato.

Una volta decaduto il Concordato, il Capo dello Stato Pontificio ritorna ad essere nella situazione di Pio IX dopo la presa di Roma da parte di Vittorio Emanuele…

…Per parte dello Stato italiano, invece, esiste ancora un grande Re Vittorioso e c’è la prodigiosa novità del Duce creatore di un regime possentemente italiano, per il quale la cattura e la condanna dell’italiano rinnegato Achille Ratti e complici non sarebbe che una facile operazione per una Legione di Camicie Nere romane e il portato logico di un rettilineo processo del Tribunale Speciale della Rivoluzione fascista.»

(Emilio Settimelli, Ottone Rosai, Remo Chiti, Alberto Maurizio, Bruno Rosai, Svaticanamento: dichiarazione agli Italiani, 1931, Edizioni Fiorentine, Firenze)

http://www.totalita.it/articolo.asp?articolo=3945&categoria=1&sezione=0&rubrica=

Grillo reo confesso

24 febbraio 2017

Beppe Grillo in visita a Roma dice che i media sono l’unico partito rimasto

http://www.askanews.it/top-10/beppe-grillo-in-visita-a-roma-dice-che-i-media-sono-l-unico-partito-rimasto_7111015226.htm

Incantesimi, parole magiche e teoria dei giochi

23 febbraio 2017

Leggo su supereva.it:

L’incantesimo delle streghe contro Trump: come unirsi al rito
Nei prossimi giorni le streghe di tutto il mondo lanceranno un incantesimo contro Donald Trump: ecco le indicazioni per eseguirlo

«Streghe di tutto il mondo unitevi. Aspiranti streghe comprese. Ebbene sì, circola sul web un dettagliatissimo documento su come lanciare un sortilegio contro Donald Trump per impedirgli di compiere atti negativi nei confronti dell’umanità.

Già fissati i giorni dei sabba, pardon, del rito comune della ‘maledizione’: la mezzanotte dei venerdì del 24 febbraio, 26 marzo, 24 aprile, 23 giugno e, soprattutto, del 21 giugno, il solstizio d’estate. La serie di sortilegi verrà interrotta quando Tump lascerà il suo incarico.

Come unirsi alla lotta delle fattucchiere contro il presidente degli Stati Uniti? Semplice, basta seguire le indicazioni del documento, a partir dagli oggetti che bisogna procurarsi per lanciare la ‘maledizione’: una foto di Trump, la carta della Torre dei tarocchi, una piccola candela arancione o una carota, una spilla, una candela bianca, una piccola ciotola d’acqua, una piccola ciotola si sale, una piuma, un accendino o un fiammifero e un portacenere o un piatto con sabbia. Se proprio volete fare le cose in grande, potete anche aggiungere alla lista della spesa della pirite, zolfo e un filo nero.

Il primo passo è incidere il nome “Donald J.Trump” nella candela arancione ( o sulla carota) con la spilla, mettere tutte le altre cose intorno formando un cerchio e appoggiare la carta dei Tarocchi a qualcosa in modo che resti verticale. Quindi bisogna recitare una preghiera al proprio dio (il documento suggerisco il Salmo 23) e poi uno specifico incantesimo, che riportiamo in lingua originale con le indicazioni di cosa dire e fare.

(Accendere la candela bianca)
Hear me, oh spirits
Of Water, Earth, Fire, and Air
Heavenly hosts
Demons of the infernal realms
And spirits of the ancestors (accendere la candela arancione) I call upon you
To bind
Donald J. Trump
So that he may fail utterly
That he may do no harm
To any human soul
Nor any tree
Animal
Rock
Stream
or Sea Bind him so that he shall not break our polity
Usurp our liberty
Or fill our minds with hate, confusion, fear, or despair
And bind, too,
All those who enable his wickedness
And those whose mouths speak his poisonous lies I beseech thee, spirits, bind all of them
As with chains of iron
Bind their malicious tongues
Strike down their towers of vanity (capovolgere la carta dei Tarocchi) I beseech thee in my name
(Dire il proprio nome)
In the name of all who walk
Crawl, swim, or fly
Of all the trees, the forests,
Streams, deserts,
Rivers and seas
In the name of Justice
And Liberty
And Love
And Equality
And Peace Bind them in chains
Bind their tongues
Bind their works
Bind their wickedness”…»

http://www.supereva.it/incantesimo-da-streghe-contro-trump-ecco-come-unirti-al-rito-33660

Leggo su internazionale.it:

Come sopravvivere all’era Trump
Joseph Stiglitz, economista

«In appena un mese da presidente degli Stati Uniti, Donald Trump è riuscito a diffondere caos e incertezza, oltre a un livello di paura che farebbe l’invidia di qualunque terrorista, con una rapidità stupefacente. Non sorprende che i cittadini e i manager delle imprese, della società civile e dello stato facciano fatica a reagire in maniera appropriata ed efficace…

…Per Trump il mondo è un gioco a somma zero. In realtà la globalizzazione, se ben gestita, è una forza a somma positiva: gli Stati Uniti vincono se i suoi amici e alleati, che siano l’Australia, l’Unione europea o il Messico, sono più forti. Ma Trump rischia di trasformarlo in un gioco a somma negativa: anche gli Stati Uniti perderanno…»

http://www.internazionale.it/opinione/joseph-stiglitz/2017/02/23/come-sopravvivere-trump

Il mondialismo e la storia come piano provvidenziale

21 febbraio 2017

Alcuni, per esempio Marco Tarchi, pensano che il mondialismo e l’idea di progresso siano fortemente correlati, ecco infatti alcuni frasi del suo editoriale La sfida metapolitica ai dogmi del pensiero unico mondialista (3 luglio 2016):

«Com’era da aspettarsi, lo spirito del tempo che è andato disegnandosi lungo l’intero corso del secondo dopoguerra sta dando i suoi frutti più maturi. Il connubio fra il culto del progresso diffuso dalle élites intellettuali e la globalizzazione governata dalle élites economico-finanziarie e dalle classi politiche che ne vanno al traino ha prodotto un’accelerazione nei cambiamenti del costume, delle mentalità e dei flussi di trasferimento di uomini, merci e denaro a livello planetario che non ha precedenti nella storia del mondo. L’individualismo celebra quotidianamente nuovi successi e l’ideologia del desiderio illimitato, garantita dal trionfo della logica dei diritti su quella dei doveri, si espande senza trovare ostacoli significativi…

…Inculcare nei cervelli la sensazione di inevitabilità dei fenomeni ai quali si sta assistendo è da sempre un’arma letale nelle mani dei sostenitori del determinismo storico, in particolare di quelli che hanno sposato l’ideologia del progresso. Se le cose sono andate in un certo modo, è il loro argomento-base, è perché dovevano andare in quel modo: la Storia ha un senso inarrestabile, a cui opporsi è pretesa vana, è utopia, è illusione. Senza rendersene conto, è a questo assunto ideologico che stanno aderendo i molti sedicenti “non conformisti” che oggi si sono rassegnati a fenomeni come l’immigrazione di massa, la disgregazione del concetto tradizionale di famiglia, la pretesa di far scomparire nozioni come quelle di sesso e di etnia. I loro ragionamenti vanno tutti in direzione di un accomodamento con la logica del tempo presente, che sperano siano il meno dispendioso o doloroso possibile. E, fiaccando la volontà di resistenza di chi non si è ancora arreso alla loro logica compromissoria, favoriscono i disegni di chi, nella situazione presente, prospera e coltiva i propri interessati disegni.»

http://www.barbadillo.it/57533-leditoriale-di-m-tarchi-la-sfida-metapolitica-ai-dogmi-del-pensiero-unico-mondialista/

Personalmente ritengo che sia errato supporre una correlazione, anche minima, fra il mondialismo e l’idea di progresso.

Esistono varie “interpretazioni «filosofiche»” della storia, fra le quali la storia “come progresso” e la storia “come ordine provvidenziale” (Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 838).

La storia come progresso è propria dell’Illuminismo e non può essere confusa con la storia come ordine (o piano) provvidenziale, che è propria invece del millenarismo e del Cristianesimo.

Infatti scrive Abbagnano:

“Il concetto della S. [Storia] come progresso ha come sua caratteristica l’affermazione del carattere problematico o non inevitabile del progresso stesso; giacchè se il progresso è necessario la S. [Storia] è piuttosto un ordine provvidenziale di cui tutti i momenti sono egualmente perfetti in quanto tutti indispensabili alla perfezione o al perfezionamento dell’insieme. La S. [Storia] come progresso problematico è un’idea illuministica…”

(Ibid., pag. 838)

Abbagnano cita a tale proposito Vico, Voltaire e Kant, e poi scrive:

“Con l’affermazione dell’inevitabilità del progresso, il progresso stesso diventa inconcepibile (come Hegel vide): giacchè se la S. [Storia] è necessaria, ogni momento di essa è tutto ciò che dev’essere e non può essere migliore o peggiore degli altri. La concezione della necessità della S. [Storia] è la concezione della S. [Storia] come piano provvidenziale. La nozione di piano provvidenziale è implicita in ogni millenarismo o chiliasmo (v.): ogni dottrina siffatta include l’idea di uno sviluppo necessario degli eventi umani, sino al raggiungimento di uno stato definitivo di perfezione. Questo fu, per es., il concetto che della S. [Storia] ebbe Origene…

…Ma il primo a formulare chiaramente il concetto del piano provvidenziale è stato S. Agostino…

…Nel sec. XII, la profezia di Gioacchino da Fiore parte dallo stesso concetto della S. [Storia] ed è modellata sulla divisione delle età fatta da S. Agostino.”

(Ibid., pag. 839)

L’interpretazione della storia propria del mondialismo non è affatto quella della storia come progresso, ma bensì quella della storia come piano provvidenziale.

Tanto è vero che, come ho scritto molte volte, il mondialismo, con un banale trucco semantico, si spaccia per “globalizzazione” e cioè per processo storico ineluttabile, ossia inevitabile.

Pertanto, la matrice del mondialismo, o globalismo (in inglese globalism, in francese mondialisme), non è affatto una matrice illuministica, ma bensì una matrice cristiana.

Come è possibile confonderle?

La verità è che la destra italiana non è mai riuscita a svincolarsi dal tragico errore di Benito Mussolini di diventare filoclericale.

Quindi per spiegare l’origine del mondialismo (il quale, come ho scritto molte volte, è il frutto inequivocabile del millenarismo cristiano), la destra italiana deve necessariamente trovare capri espiatori: uno di questi è l’Illuminismo.

Degli altri ho scritto molte volte: ebrei, massoneria, ecc. ecc.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il delirio mondialista di Mark Zuckerberg

18 febbraio 2017

Mark Zuckerberg ha messo per iscritto su Facebook il suo delirio mondialista, intitolandolo Building Global Community:

«ROMA – Costruire una comunità globale”: si intitola così la lunga lettera scritta da Mark Zuckerberg in cui il Ceo di Facebook sottolinea il ruolo della sua piattaforma come “infrastruttura sociale ” del mondo in un periodo storico di crescente isolazionismo e rifiuto della globalizzazione. In quello che sembra un manifesto contro la visione del presidente Usa Donald Trump e la Brexit – senza mai citarli – e più in generale contro i nazionalismi, il giovane imprenditore evidenzia la necessità che l’umanità si unisca in una comunità globale che sia “solidale, sicura, informata, inclusiva e civicamente partecipe”…

…”Richiedono risposte globali anche le nostre sfide più grandi, come fermare il terrorismo, combattere il cambiamento climatico e prevenire le epidemie. Oggi il progresso – conclude Zuckerberg – richiede che l’umanità si unisca non solo in città o nazioni, ma anche come comunità globale”…»

http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2017/02/17/da-zuckerberg-manifesto-anti-trump_36595137-4669-4893-be87-ff5678236062.html

Dall’originale inglese:

«…Today we are close to taking our next step. Our greatest opportunities are now global — like spreading prosperity and freedom, promoting peace and understanding, lifting people out of poverty, and accelerating science. Our greatest challenges also need global responses — like ending terrorism, fighting climate change, and preventing pandemics. Progress now requires humanity coming together not just as cities or nations, but also as a global community.

This is especially important right now. Facebook stands for bringing us closer together and building a global community. When we began, this idea was not controversial. Every year, the world got more connected and this was seen as a positive trend. Yet now, across the world there are people left behind by globalization, and movements for withdrawing from global connection. There are questions about whether we can make a global community that works for everyone, and whether the path ahead is to connect more or reverse course…

…It’s an honor to be on this journey with you. Thank you for being part of this community, and thanks for everything you do to make the world more open and connected [il neretto è mio].»

https://www.facebook.com/notes/mark-zuckerberg/building-global-community/10154544292806634

Mark Zuckerberg è palesemente in preda al tipico delirio mondialista, le sue sciocche e ignoranti parole confermano in pieno tutto ciò che ho scritto a proposito del mondialismo e la mia teoria unificata delle ideologie antistato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/20/george-soros-insulta-il-popolo-degli-stati-uniti-damerica/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/27/confermato-soros-e-zuckerberg-sono-alleati/

Ma il problema non è affatto costituito dalle opinioni di Mark Zuckerberg, egli può avere tutte le opinioni che vuole ed è liberissimo di dirle.

Il problema è che quest’uomo ha troppo potere.

Veramente troppo.

Non dovrebbe mai essere consentito a un uomo solo di avere tutto questo potere, eccetto che per i leader legittimi di un popolo, di una nazione.

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Il mondialismo è un virus memetico

15 febbraio 2017

Invece di baloccarmi con le idee vecchie e sbagliate di Rousseau, o di Marx, o di Evola o di altri ancora, come taluni fanno, ho da tempo elaborato una mia spiegazione (teoria unificata delle ideologie antistato) dell’immane disastro in cui si trova oggi l’Occidente, il quale per giunta vuole a tutti costi trascinare in questo suo disastro il resto del mondo, fortunatamente refrattario a esso.

E l’Occidente cerca di fare ciò non con la “cooperation” di cui tanto farnetica Anthony de Jasay (usando come parole magiche le formulette della teoria dei giochi che furbescamente e farsescamente i cinesi oggi ripetono), ma bensì con il mezzo (assai primitivo?) della guerra, cioè con la NATO, avendo l’obiettivo manifesto di eliminare le attuali élites dei popoli non occidentali e di sostituirle con élites asservite al globalismo, in altre parole con governi fantoccio disposti a vendere il proprio stesso popolo al globalismo, cioè disposti ad annientare il proprio stesso popolo (come per esempio il fu governo Renzi in Italia e il fu governo Obama negli USA).

Per una confutazione dell’argomento che Anthony de Jasay adopera nel suo maldestro tentativo di dimostrare l’inutilità dello Stato mediante la matematica:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/20/essere-contro-lo-stato-non-e-monopolio-della-sinistra/

Il termine “governo fantoccio” è la traduzione italiana dell’inglese “puppet government“:

«The first recorded use of the term “puppet government” is from 1884, in reference to the Khedivate of Egypt.[6]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Puppet_state

Ecco perché l’Occidente si ostina a voler attaccare militarmente la Russia, altro che storie, altro che “Putin è un killer”:

https://it.sputniknews.com/mondo/201702064034367-Cremlino-ritiene-offensive-parole-di-un-giornalista-che-ha-definito-Putin-killer/

Come ho scritto in un mio post di qualche anno fa:

«Del resto l’Occidente spinge sul pedale della propaganda in modo forsennato: per esempio grida che vuole portare in tutto il mondo la democrazia, mentre invece la verità è che vuole eliminare lo Stato.»

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

La propaganda di guerra a cui noi tutti siamo incessantemente sottoposti ha lo scopo, da un lato, di denigrare le élites non asservite al globalismo (per esempio Putin e Trump), dall’altro di esaltare l’Occidente in quanto agente attivo di quello che dovrebbe essere un processo storico ineluttabile, la globalizzazione, mentre invece è un’ideologia, il globalismo o mondialismo, che è la versione laica e moderna della dottrina della seconda venuta di Cristo, o più precisamente della parusia intermedia.

Usare il termine “globalizzazione” (il suffisso -zione forma nomi di azione) fa parte della propaganda di guerra dell’Occidente, è un trucco semantico, mentre invece il termine corretto è “globalismo” o “mondialismo” (il suffisso -ismo forma nomi astratti).

In tal modo l’Occidente vorrebbe farci credere che trattasi di un processo naturale indipendente dalla volontà umana, ossia di un processo storico ineluttabile, e non di una costruzione ideologica (che dipende ovviamente da una deliberata volontà).

Da tempo sostengo che l’origine del globalismo, come per tutte le ideologie antistato, si trova in quella prescrizione di eliminare lo Stato che è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, prescrizione che nel corso di quasi venti secoli si è depositata nell’inconscio collettivo dell’Occidente, costituendo così un potentissimo e letale meme egoista.

I termini “meme” e “meme egoista” sono stati coniati dal biologo evoluzionista Richard Dawkins nella sua fondamentale opera Il gene egoista.

“Eliminare lo Stato” è quindi un meme egoista, è un virus memetico che ha infettato l’Occidente e che lo sta uccidendo, in quanto non si può vivere senza Stato: lo Stato è l’istituzione politica che difende la comunità dall’aggressione di stranieri e dai torti reciproci, e quindi è ineliminabile, perché le aggressioni e i torti (ossia il Male) non possono essere eliminati dal genere umano.

Per non parlare della povertà che il mondialismo impone a chiunque non faccia parte dell’élite, dato che questa ideologia antistato utilizza l’ultracapitalismo come mezzo specifico per eliminare lo Stato.

In conclusione, il mondialismo è un virus memetico.

Ho scritto più volte dei memi egoisti e di Richard Dawkins, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

Per inciso, l’ironia della sorte vuole che Richard Dawkins sia un mondialista militante e allo stesso tempo un ateo militante: non penso quindi che egli possa gradire la mia spiegazione del mondialismo.

Per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, come ho scritto in un post precedente:

«Nel Cristianesimo orientale, ossia ortodosso, anche se nel canone ortodosso è presente l’Apocalisse di Giovanni, la situazione è del tutto differente, per ragioni storiche e culturali.

Infatti nell’Impero romano d’Oriente la strategia antistato del Cristianesimo fu perfettamente neutralizzata dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa religione.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Proprio per tale motivo ai russi non serve capire cos’è veramente il mondialismo e qual è la sua vera origine: essi si trovano in uno scenario privilegiato, nel quale, per poter resistere efficacemente al mondialismo, è sufficiente ribadire la tradizione cristiana ortodossa.

Agli occidentali questo assolutamente non basta, perché nella tradizione cristiana occidentale (sia in quella cattolica che in quella protestante) sono presenti storicamente cospicui elementi di eversione (dei quali Papa Bergoglio rappresenta la ricomparsa), senza contare poi che con John Locke, come ho mostrato in dettaglio più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

È imperativo quindi che l’Occidente capisca cos’è il mondialismo e qual è la sua origine.

Non c’è altra via di salvezza.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il problema di Matteo Salvini

10 febbraio 2017

Matteo Salvini continua a ripetere la sua ben nota e fallimentare strategia: cercare di acquisire credibilità e popolarità da altri attori politici piuttosto che costruirle da se stesso, con le sue azioni.

L’ha già fatto in passato più volte e anche con l’estrema destra italiana.

A questo proposito ho scritto in un mio post del 2015:

«Se si votasse oggi, Marine Le Pen vincerebbe il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, questo il verdetto di un recentissimo sondaggio…

…Questo è l’eccellente risultato della cosiddetta dédiabolisation del Front National condotta da Marine Le Pen, tappa fondamentale della quale è stata la teatrale cacciata del padre, Jean-Marie Le Pen (ovvero della vecchia estrema destra francese).

Matteo Salvini ha fatto l’esatto contrario: si è buttato nelle braccia della vecchia estrema destra italiana.

Eppure è noto a tutti che per vincere occorre andare verso il centro.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/28/votando-oggi-marine-le-pen-vincerebbe-il-primo-turno/

Perché mai Salvini non ha fatto come Marine Le Pen?

Oggi sarebbe il leader indiscusso e indiscutibile di tutto il movimento antiglobalista italiano, di tutto il nazionalismo italiano.

È talmente evidente l’errore che sembra quasi una volontà deliberata di autosabotarsi.

Adesso egli si rivolge a Donald Trump:

http://www.breitbart.com/big-government/2017/02/09/italian-populist-salvini-pursues-alliance-trump-administration/

Per la verità già lo aveva fatto, incontrando Trump a Filadelfia prima delle elezioni presidenziali americane, ma poi proprio quest’ultimo aveva negato di averlo incontrato:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/26/matteo-salvini-lincontro-con-trump-a-filadelfia-go-donald-go-ti-auguro-di-diventare-presto-premier/2671081/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/01/donald-trump-mai-incontrato-salvini-la-replica-una-dozzina-di-email-lo-provano/2785674/

Il problema di Matteo Salvini, comunque, è sempre lo stesso: è che poi dovrebbero essere gli italiani a votarlo, non Trump, né l’estrema destra italiana, né altri ancora.

E questo è molto improbabile che accada.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Un vento di rivolta soffia in Occidente contro il mondialismo

9 febbraio 2017

Negli Stati Uniti d’America, 8 febbraio 2017:

More than half of U.S. voters said they approve of Trump’s controversial travel ban, poll shows

«More voters approve of President Trump’s controversial executive order on immigration than they do of nearly any other of his orders, a new poll out Wednesday found.

More than half (55%) of registered voters said they approve of the order — which bars people from seven Muslim-majority countries and all refugees from entering the U.S. — while only 38% said they disapprove, the latest Morning Consult/Politico poll found.

That would represent the highest rating found in a Morning Consult/Politico poll for any of the executive orders Trump has signed so far…»

http://www.nydailynews.com/news/politics/55-voters-approve-trump-travel-ban-poll-shows-article-1.2967046

In Europa, 7 febbraio 2017:

What Do Europeans Think About Muslim Immigration?

«…Drawing on a unique, new Chatham House survey of more than 10,000 people from 10 European states, we can throw new light on what people think about migration from mainly Muslim countries. Our results are striking and sobering. They suggest that public opposition to any further migration from predominantly Muslim states is by no means confined to Trump’s electorate in the US but is fairly widespread.

In our survey, carried out before President Trump’s executive order was announced, respondents were given the following statement: ‘All further migration from mainly Muslim countries should be stopped’. They were then asked to what extent did they agree or disagree with this statement. Overall, across all 10 of the European countries an average of 55% agreed that all further migration from mainly Muslim countries should be stopped, 25% neither agreed nor disagreed and 20% disagreed.

Majorities in all but two of the ten states agreed, ranging from 71% in Poland, 65% in Austria, 53% in Germany and 51% in Italy to 47% in the United Kingdom and 41% in Spain. In no country did the percentage that disagreed surpass 32%…»

https://www.chathamhouse.org/expert/comment/what-do-europeans-think-about-muslim-immigration

In Italia, 7 febbraio 2017:

Blocco immigrazione: oltre la metà degli italiani sta con Trump
Più della metà degli italiani appoggia il decreto con cui il neo presidente Trump ha deciso di bloccare l’entrata negli Usa ai cittadini di 7 Paesi musulmani

«Più della metà degli italiani appoggia il decreto con cui il neo presidente americano Donald Trump ha deciso di bloccare l’entrata negli Usa ai cittadini di sette Paesi musulmani (Iran, Siria, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen e Libia). Lo rivela un sondaggio di Index Research.

La stretta sull’immigrazione sta facendo discutere con toni accesi l’intero pianeta. E mentre l’Europa si indigna e negli Stati Uniti si consuma una guerra giudiziaria a colpi di ricorsi e contro ricorsi, la maggioranza della popolazione italiana si schiera proprio con Trump.

Alla domanda “Lei è favorevole o contrario a bloccare l’immigrazione?” il 56, 4% degli intervistati ha risposto di essere favorevole. A dichiararsi contrario è stato il 37,8%. Mentre il 5,8% non ha preso posizione…»

http://www.affaritaliani.it/politica/blocco-immigrazione-oltre-la-meta-degli-italiani-sta-con-trump-462516.html

Il j’accuse di un trentenne suicida per mancanza di lavoro

8 febbraio 2017

Un trentenne friulano senza lavoro si è ucciso lasciando una lettera che accusa chi ha tradito la sua generazione:

«…Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.

Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.

Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare…

…Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto.»

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/02/07/news/non-posso-passare-il-tempo-a-cercare-di-sopravvivere-1.14839837

Chi è il ministro Poletti?

È l’attuale Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Politiche giovanili, che aveva la stessa carica nel governo Renzi e che è stato Presidente nazionale della LegaCoop dal 2002 al 2014:

“Il 19 dicembre 2016 a dei giornalisti a Fano dichiara che:
« Bene così: conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi. Bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100 mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100 mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei “pistola”. Permettetemi di contestare questa tesi.[9][10] »”

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano_Poletti

Vedi anche qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/19/poletti-giovani-italiani-vanno-allestero-alcuni-meglio-non-averli-tra-i-piedi-poi-le-scuse-utenti-su-twitter-dimissioni/3270627/